Il Primo Ministro britannico Andy Burnham è finito al centro di un incidente di sicurezza dopo aver scambiato alcuni messaggi con una persona che si spacciava per Susie Wiles, capo di gabinetto del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La vicenda, riportata da Politico, ha sollevato interrogativi sulla vulnerabilità delle comunicazioni informali tra leader internazionali. Secondo fonti governative, Burnham avrebbe risposto a “pochi messaggi” prima di sospettare che il contatto fosse illegittimo. Non ci sarebbe stata alcuna conversazione diretta e i messaggi sarebbero stati “rapidamente segnalati alle autorità competenti”.
L’episodio arriva in un contesto già segnato da precedenti tentativi di impersonificazione ai danni di figure politiche di alto livello. La Casa Bianca ha precisato che il caso non è collegato all’hacking del telefono di Wiles, oggetto di un’indagine dell’FBI nel 2024. All’epoca, impostori avevano utilizzato la rubrica del suo telefono personale per contattare senatori, governatori e dirigenti d’azienda, sfruttando la credibilità del suo ruolo Il Regno Unito non è nuovo a episodi simili.
Nel 2024, l’allora ministro degli Esteri David Cameron fu vittima di una falsa chiamata con un impostore che si spacciava per l’ex presidente ucraino Petro Poroshenko. Cameron scambiò anche alcuni messaggi con l’impostore, e il Ministero degli Esteri rese pubblica la vicenda per evitare manipolazioni.
Nel 2022, altri due ministri britannici furono contattati da qualcuno che si fingeva Denys Shmyhal, allora primo ministro ucraino. Il Ministro della Difesa Ben Wallace attribuì l’episodio a “sporchi trucchi” russi, confermati anche dall’allora Ministro dell’Interno Priti Patel.





