A Malta un ragazzo italiano di 15 anni è detenuto in una struttura per minori nell’ambito di un’inchiesta i cui dettagli restano coperti da un’ordinanza del tribunale. Secondo fonti vicine alle indagini, sui suoi dispositivi sarebbero stati trovati video che lo collegherebbero alla rete internazionale 764, descritta da Europol come un’organizzazione online decentralizzata coinvolta nell’adescamento e nello sfruttamento di giovani vulnerabili, nelle estorsioni informatiche e in attività legate al terrorismo.
Il ministro dell’Interno maltese Glenn Bedingfield ha definito ʼʼnecessarie e proporzionateʼʼ le restrizioni applicate al quindicenne, sostenendo che servano a tutelare sia lui sia gli altri giovani ospitati nel centro. I genitori hanno invece denunciato le condizioni della detenzione, affermando che nei primi 35 giorni il figlio avrebbe trascorso fino a 22 ore al giorno da solo in cella. Un ricorso per ottenere la revoca dell’isolamento è stato respinto a giugno per ragioni procedurali, senza una decisione nel merito.
Il ministero ha precisato che il regime è stato progressivamente allentato e ora prevede l’accesso ad alcuni spazi e attività comuni sotto supervisione.





