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Iran, taglia da 30mila dollari sui soldati americani. Tensione alta anche in libano

Teheran minaccia gli Stati Uniti e Israele e prepara nuove misure sullo Stretto di Hormuz. Al Cairo i colloqui sulla fase 2 del piano Usa per Gaza
lunedì, 17 Agosto 2026
2 minuti di lettura

L’Iran mette una taglia sui soldati americani. “Qualunque forza iraniana riuscirà a catturare o uccidere un aggressore americano riceverà una ricompensa di 30mila dollari”, ha dichiarato il comandante dell’esercito iraniano Amir Hatami, citato dall’agenzia Fars.

La sfida dell’Iran: non ci fermeremo

“Non ci fermeremo finché i nostri nemici, Stati Uniti e Israele, non saranno completamente sconfitti nella regione e i diritti dell’Iran non saranno riconosciuti”. Lo ha dichiarato il Comando generale delle forze armate iraniane in un comunicato citato dall’agenzia Mehr. Sul fronte parlamentare, l’Assemblea iraniana si prepara a discutere un disegno di legge sulla “garanzia della sicurezza duratura e dello sviluppo dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico, oltre a un altro provvedimento sul contrasto alle ingerenze straniere”.

Secondo l’agenzia Irna, il primo testo contiene un articolo che vieterebbe il transito nello Stretto di Hormuz a qualsiasi imbarcazione che trasporti equipaggiamenti e carichi di proprietà degli Usa, di Israele e dei Paesi ostili all’Iran. Le linee generali dei due disegni di legge sono già state approvate dalla Commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del Parlamento.

I colloqui al Cairo, il piano per Gaza

Al Cairo è arrivato l’inviato di Donald Trump, Jared Kushner, insieme all’ex premier britannico Tony Blair e a Nikolay Mladenov, rappresentante del Board of Peace per Gaza. I tre discuteranno con il capo dell’intelligence egiziana, Hassan Rashad, dell’attuazione della fase 2 del piano statunitense per la Striscia.

Kushner, Blair e Mladenov

Secondo i media israeliani, Kushner, Blair e Mladenov sono attesi domani anche in Israele, dove incontreranno il premier Benjamin Netanyahu. Parallelamente, nella serata di ieri è arrivata nella capitale egiziana anche una delegazione di Hamas, guidata dal capo dell’ufficio politico Khalil al-Hayya. Per al-Hayya si tratta della prima visita in Egitto da quando è stato eletto, il mese scorso, alla guida dell’ufficio politico del movimento. Anche la delegazione di Hamas incontrerà Rashad.

Washington accusa hezbollah

Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha rilasciato nella notte tra sabato e domenica un’intervista ad Al Jazeera, attribuendo a Hezbollah la piena responsabilità della presenza militare israeliana in territorio libanese. Secondo il portavoce, l’organizzazione rappresenta il principale ostacolo alla ricostruzione e alla ripresa economica del Libano.

“Hezbollah è l’unico responsabile della presenza israeliana sul suolo libanese, ha dichiarato, sostenendo inoltre che il progetto pilota di Zahrani è l’unica via praticabile per raggiungere la pace”. Washington, ha aggiunto il portavoce, si aspetta che l’esercito libanese completi le operazioni di bonifica nelle aree interessate.

Katz prevede nuovi attacchi contro Hezbollah

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah e contro chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani, mentre cresce l’escalation nel sud del Libano. “Nessun conto”, ha scritto Katz su X, “in nessun fronte, resterà aperto. Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini”.

Le sue parole arrivano dopo una nuova ondata di attacchi israeliani condotti ieri nel sud del Libano, che secondo l’agenzia libanese Ani ha provocato almeno 11 morti. L’Idf ha dichiarato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah in risposta a un attacco contro le proprie truppe, nel quale tre soldati sono rimasti gravemente feriti. L’escalation rappresenta una delle fasi più gravi dalla tregua raggiunta a giugno tra Israele e Hezbollah.

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