Donald Trump alza ancora i toni contro Teheran e arriva a prospettare l’annessione dello Stretto di Hormuz agli Stati Uniti. “Una volta che avremo finito di sconfiggere l’Iran, presto dichiarerò lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti”, ha affermato il presidente americano durante un evento a Garden City, nello Stato di New York, promettendo anche nuove misure per “colpire duramente” l’economia iraniana. Secondo un alto funzionario della Casa Bianca citato dal Wall Street Journal, tuttavia, Trump avrebbe scherzato parlando della trasformazione di Hormuz in territorio americano.
Il presidente ha ribadito che Washington controlla ormai il passaggio strategico, attraverso cui transita una quota rilevante del commercio mondiale di petrolio, e ha assicurato che l’Iran “non avrà mai” l’arma nucleare. Rivolgendosi agli americani, Trump ha anche difeso le conseguenze economiche della guerra: “Se dovete pagare un po’ di più” per la benzina, “va bene. Non mi scuserò mai. Ho preso la decisione giusta”. Sul fronte interno, intervenendo in un contesto elettorale, ha inoltre lasciato intendere di considerare chiusa l’ipotesi di una nuova corsa alla Casa Bianca dopo la fine dell’attuale mandato.
Teheran: “Hormuz resterà iraniano”
La replica iraniana è arrivata immediatamente. “Lo Stretto di Hormuz è stato iraniano, è iraniano e rimarrà iraniano”, ha scritto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, aggiungendo che il passaggio “sarà aperto e chiuso solo su ordine dell’Iran”. “Non può essere conquistato con un tweet o una portaerei, né con un decreto presidenziale, né con un discorso in campagna elettorale”, ha aggiunto.
Ancora più polemico il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, secondo cui la politica americana verso l’Iran e l’intera regione è “profondamente basata sull’autoinganno e su false narrazioni”. Per attaccare Washington ha citato I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij: chi mente a se stesso finisce per non riuscire più a distinguere la verità dalla propria menzogna. “L’eccessivo ricorso alla disinformazione ha accecato i politici americani, impedendo loro di vedere le realtà regionali”, ha affermato.
Negoziati fermi
La nuova escalation verbale arriva mentre restano bloccati i negoziati. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che non è stata ancora presa alcuna decisione sulla ripresa dei colloqui con gli Stati Uniti, mentre Qatar e Pakistan continuano a trasmettere messaggi tra le parti. Intanto la tensione nello Stretto resta alta: una nave della compagnia emiratina ADNOC è stata attaccata venerdì sera durante il transito, senza provocare feriti.





