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Frodi creditizie in aumento del 23,8%: oltre 38mila casi e 165 milioni sottratti nel 2025

giovedì, 13 Agosto 2026
2 minuti di lettura

La Sicilia si conferma tra i territori italiani maggiormente esposti alle frodi creditizie. Nel 2025 la regione ha raggiunto il secondo posto a livello nazionale per numero di casi, alle spalle della Lombardia e davanti alla Campania. Un fenomeno che assume un peso ancora maggiore se rapportato al credito erogato: sotto questo profilo l’Isola presenta l’incidenza più elevata d’Italia.

Il quadro emerge dall’ultimo Osservatorio Crif – Mister Credit. Nel 2025 in Italia sono stati registrati oltre 38.300 episodi, con una crescita del 23,8% rispetto all’anno precedente. “Le frodi basate sul furto di identità rimangono una minaccia preoccupante per il settore del credito”, ha affermato Gabriele Urzì, dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo.

Oltre 165 milioni di euro frodati

L’aumento degli episodi ha portato il valore economico complessivo delle frodi oltre quota 165 milioni di euro, il 10,7% in più rispetto al 2024. Parallelamente, l’importo medio è sceso a circa 4.300 euro. La Sicilia, insieme a Lombardia e Lazio, figura tra le aree più esposte. Nell’Isola i casi sono cresciuti del 2% e la quota sul totale nazionale è passata dal 12,7% del 2024 al 13% del 2025, dato che le ha consentito di superare la Campania e attestarsi al secondo posto.

Ancora più marcata la situazione se il fenomeno viene messo in relazione con il credito erogato: in questa graduatoria la Sicilia presenta la maggiore incidenza nazionale, seguita da Campania e Calabria. “Questo quadro impone un livello di attenzione più alto, soprattutto in territori come la Sicilia, dove la combinazione tra fragilità economiche, esposizione digitale e tecniche criminali sempre più sofisticate aumenta il rischio per cittadini e lavoratori”, ha sottolineato Urzì. Per il dirigente Fabi, la crescita del fenomeno “non è solo un tema di sicurezza bancaria: è un problema sociale che colpisce famiglie, giovani e imprese”.

Nel mirino le operazioni di importo più basso

L’Osservatorio segnala anche un cambiamento nelle strategie utilizzate dai truffatori, che puntano con maggiore frequenza su somme relativamente contenute. Le frodi comprese tra 1.501 e 3.000 euro sono aumentate del 14,5%: una fascia considerata un “compromesso ideale” per ridurre il rischio di attirare l’attenzione.

In crescita anche gli episodi legati al BNPL, il sistema “Buy Now Pay Later”, che permette di acquistare subito e pagare successivamente: l’incremento registrato è del 13,8%. In diminuzione risultano invece le frodi relative ai prestiti finalizzati e personali.

Sul fronte anagrafico, le vittime più colpite sono i giovani tra i 18 e i 40 anni, una fascia nella quale il report registra una vulnerabilità crescente.

Fabi: “Rafforzare la protezione dell’identità digitale”

Di fronte alla crescita delle frodi, Urzì ha chiesto un’azione congiunta: “Serve un impegno coordinato tra banche, istituzioni e forze dell’ordine”. La prevenzione, secondo il dirigente Fabi, deve passare attraverso controlli più rigorosi, investimenti tecnologici e una maggiore educazione digitale. “La sicurezza non è un costo: è una condizione essenziale per tutelare lavoratori, clienti e l’intero sistema del credito”, ha aggiunto Urzì.

Tra le misure indicate figurano il rafforzamento dei presìdi di sicurezza, verifiche documentali più efficaci e il potenziamento degli strumenti destinati alla protezione dell’identità digitale durante tutte le procedure di identificazione e registrazione necessarie per accedere a prodotti finanziari e servizi di credito.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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