Il Guatemala è rimasto in stato di allerta martedì, dopo l’evacuazione di centinaia di persone a seguito dell’eruzione del vulcano Fuego, uno dei più attivi dell’America Centrale. L’eruzione, iniziata lunedì mattina, ha generato nubi di gas e cenere visibili a chilometri di distanza, mentre flussi di lava e materiale piroclastico hanno cominciato a scendere lungo i versanti del vulcano, situato a circa 35 chilometri a sud‑ovest della capitale. Secondo l’agenzia nazionale per la gestione delle emergenze (CONRED), 659 persone sono state evacuate da otto villaggi nella zona a rischio e ospitate in rifugi temporanei.
La segretaria esecutiva Claudinne Ogaldes ha dichiarato che altre dieci comunità potrebbero essere evacuate nelle prossime ore, mentre le autorità monitorano la direzione dei venti e la dispersione della cenere. Tra gli evacuati figurano circa 250 residenti di El Porvenir e Las Lajitas, aree particolarmente esposte ai flussi vulcanici. La Strada Nazionale 14, che costeggia il vulcano, è stata chiusa al traffico per precauzione, e il Ministero dell’Istruzione ha sospeso le lezioni nelle città limitrofe. Le immagini diffuse sui social mostrano il cielo oscurato da una colonna di cenere e il terreno coperto da uno strato grigio, mentre squadre di soccorso e volontari distribuiscono mascherine e acqua potabile.
Il Fuego, che fa parte della Cintura di Fuoco del Pacifico, è noto per la sua attività costante e imprevedibile. Nel giugno 2018, una delle sue eruzioni più violente provocò la morte di centinaia di persone e la distruzione di un intero villaggio, colpendo oltre 1,7 milioni di abitanti. Le autorità hanno ribadito che, al momento, non si registrano vittime né danni gravi alle infrastrutture, ma il livello di allerta rimane alto.





