Martedì, alla Cattedrale Nazionale di Washington, il presidente Donald Trump, membri del Congresso e leader internazionali hanno reso l’ultimo saluto al senatore Lindsey Graham, morto improvvisamente questo mese a 71 anni. La sua scomparsa ha scosso la capitale e ha avuto eco nelle principali cancellerie del mondo, dove Graham era considerato una delle voci più influenti della politica estera americana. Nel suo elogio funebre, Trump ha definito Graham “uno statista rispettato, un gigante del Senato e un vero originale americano”.
La cerimonia è stata preceduta dall’arrivo della bara avvolta nella bandiera americana al Campidoglio, dove Graham aveva prestato servizio per oltre trent’anni. In onore della sua lunga carriera militare, una squadra di portatori delle forze armate ha accompagnato la bara lungo i gradini dell’edificio. Graham aveva servito come ufficiale del corpo giuridico dell’Aeronautica (JAG), congedandosi nel 2015 con il grado di colonnello. L’ex senatrice Kelly Ayotte ha parlato della sua “voce autorevole sulla politica estera” e della sua capacità di far ridere chiunque.
Il vicepresidente JD Vance ha evocato la “risata spavalda e contagiosa” del senatore e il suo talento nel connettersi con persone di ogni estrazione sociale, dai leader mondiali ai dipendenti della mensa del Campidoglio. Tra i presenti anche figure di spicco dell’amministrazione Trump e del Congresso, tra cui Trey Gowdy, Todd Blanche, Markwayne Mullin e Russell Vought. Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha parlato con voce rotta dall’emozione: “È difficile credere che Lindsey lasci il Campidoglio per l’ultima volta. Era un amico”.
Il momento più toccante è stato quello della sorella del senatore, Darline Graham, sua unica parente e nominata per sostituirlo temporaneamente al Senato. In lacrime, ha appoggiato la mano sulla bara, accompagnata dalla famiglia e sostenuta da Trump. Darline correrà per un mandato completo alle primarie dell’11 agosto.





