Il Governo accelera sul programma europeo Safe per il finanziamento della difesa, ma la decisione apre un confronto politico interno e richiama l’attenzione di Bruxelles sui tempi della procedura. A delineare la linea dell’esecutivo è stato il Vicepremier Antonio Tajani, che nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato ha annunciato l’intenzione dell’Italia di ricorrere allo strumento europeo entro la fine dell’anno. “Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno, formuleremo la nostra proposta”, ha dichiarato Tajani, confermando l’avvio dell’iter per accedere alle risorse previste dal programma europeo.
A chiarire la natura dell’operazione è stato il Ministro della Difesa Guido Crosetto. Safe, ha spiegato, rappresenta uno strumento di finanziamento della spesa militare già programmata e non risorse aggiuntive. Per l’Italia costituisce un’alternativa tecnica all’emissione di titoli di Stato e non una scelta politica. Il passaggio politico, ha precisato, riguarderà invece l’eventuale scostamento di bilancio che il Parlamento sarà chiamato a esaminare a settembre, con un incremento dello 0,9% destinato alla difesa e dello 0,6% all’energia.
Ruolo delle Camere
Le dichiarazioni dei due ministri non hanno però chiuso il dibattito nella maggioranza. Dalla Lega è arrivato un richiamo al ruolo delle Camere. “Sull’uso dei fondi Safe l’ultima parola spetta al Parlamento”, hanno fatto sapere fonti del partito, ribadendo che la decisione finale dovrà passare dal voto parlamentare. Sul dossier è intervenuta anche la Commissione europea. Da Bruxelles un portavoce ha giudicato non adeguata l’ipotesi di rinviare la decisione italiana fino a dicembre, spiegando che il regolamento impone tempi precisi. Qualora Roma chiedesse un importo diverso rispetto a quello inizialmente previsto, l’esecutivo europeo dovrebbe pubblicare un nuovo bando e procedere alla riallocazione delle risorse entro la fine dell’anno.





