Il governo tedesco guidato da Friedrich Merz affronta una nuova turbolenza politica dopo l’annuncio del ministro dei Trasporti Patrick Schnieder, che ha dichiarato di voler chiedere al cancelliere di essere rimosso dall’incarico. Una decisione improvvisa, maturata dopo giorni di tensioni e indiscrezioni su un possibile rimpasto che lo avrebbe coinvolto direttamente. “Traggo le dovute conclusioni dagli sviluppi degli ultimi giorni e desidero porre fine a questa situazione indecorosa”, ha affermato Schnieder in una nota diffusa all’agenzia dpa. Parole che confermano un clima di crescente irritazione attorno alla gestione delle infrastrutture tedesche, tra una rete ferroviaria in difficoltà e investimenti giudicati insufficienti.
Il cancelliere Merz, che venerdì aveva ammesso di star valutando un rimpasto più ampio, non ha commentato la posizione del ministro durante la conferenza stampa, lasciando spazio a speculazioni e malumori interni. Domenica sera, un portavoce del governo ha anticipato che Merz proporrà Steffen Bilger, direttore parlamentare dei conservatori, come nuovo ministro dei Trasporti. La mossa ha alimentato critiche soprattutto nella Renania-Palatinato, regione d’origine di Schnieder, dove la gestione del caso è stata definita un “disastro comunicativo”.
Il deputato CDU Michael Ludwig ha espresso apertamente il malcontento: “Non capiamo il cancelliere. Abbiamo un ministro competente e stimato che sa di essere sul punto di essere licenziato: nessuno sa perché, né chi gli succederà”. La crisi arriva in un momento già delicato per il governo Merz, reduce dalle dimissioni dell’ex capogruppo parlamentare Jens Spahn, che hanno innescato una catena di cambiamenti ai vertici dell’esecutivo. Il rimpasto, pensato per rafforzare la leadership conservatrice, rischia ora di trasformarsi in un test sulla capacità del cancelliere di gestire le tensioni interne e mantenere la stabilità politica.





