Il crescente interesse globale per il cinema africano ha trovato una nuova piattaforma questa settimana a Città del Capo, dove si è svolta la prima edizione dell’African Film Investor Roundtable (IFIR). L’incontro, dal 21 al 23 luglio, ha riunito investitori, fondi di sviluppo, produttori regionali e esperti internazionali, segnando un passo decisivo verso la costruzione di un ecosistema finanziario più solido per le industrie creative del continente.
L’evento è stato promosso da Steven Markovitz, CEO e fondatore di Big World Cinema, società sudafricana che negli ultimi anni ha portato ai festival internazionali titoli di grande impatto come Omen, Tug of War e Rafiki. Accanto a lui, il HEVA Fund, uno dei principali fondi dedicati alle industrie creative africane, ha co-organizzato la tre giorni di lavori.
Markovitz, che guida anche l’African Producers Accelerator (APA), ha co-presieduto l’incontro insieme a Wakiuru Njuguna, Managing Partner di HEVA. La loro collaborazione riflette una visione condivisa: creare un ponte stabile tra creatività e capitale, affinché il cinema africano possa crescere non solo artisticamente, ma anche come settore economico competitivo.
Durante le sessioni, investitori e produttori hanno discusso modelli di finanziamento sostenibili, strategie di distribuzione continentale e internazionale, e la necessità di infrastrutture che permettano ai film africani di raggiungere nuovi mercati. L’IFIR ha anche evidenziato l’urgenza di rafforzare le competenze professionali, sostenere la formazione e creare reti di coproduzione tra Paesi africani. Per molti partecipanti, l’incontro rappresenta un cambio di paradigma: il cinema africano non è più visto solo come un’espressione culturale, ma come un settore con potenziale economico significativo, capace di attrarre investimenti e generare occupazione.


