La Gran Bretagna ha introdotto un divieto senza precedenti contro il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e il gruppo collegato Movimento Islamico dei Compagni della Destra (IMCC), dopo una serie di attacchi antisemiti che hanno colpito siti ebraici a Londra. La misura, annunciata dal governo di Keir Starmer, segna l’avvio di una nuova fase nella lotta contro le operazioni di influenza straniera e l’uso di gruppi per procura finanziati da Stati ostili. Il provvedimento nasce dalle indagini dei servizi di sicurezza, che hanno individuato attività di sorveglianza e sabotaggio condotte da criminali comuni su mandato di potenze estere.
“Questi nuovi poteri renderanno più facile perseguire e incarcerare chiunque svolga il loro sporco lavoro qui in Gran Bretagna”, ha dichiarato Starmer, sottolineando che il Paese non tollererà minacce alla vita o intimidazioni sul proprio suolo. Secondo il governo, l’IRGC avrebbe “quasi certamente” diretto l’IMCC, responsabile di sette attentati contro obiettivi ebraici e israeliani e contro media in lingua persiana. Le nuove norme, simili alla messa al bando, colmano una lacuna legislativa e rendono illegale mostrare sostegno a gruppi legati a Stati stranieri.
Chiunque partecipi ad atti di sabotaggio per conto di tali organizzazioni rischierà l’ergastolo. La stretta non riguarda solo l’Iran: Londra ha incluso anche la sezione volontaria del servizio di intelligence militare russo GRU, accusata di combinare forze convenzionali e irregolari per destabilizzare l’Europa e la NATO. Con questa mossa, il Regno Unito riafferma la propria determinazione a difendere la sicurezza nazionale e a contrastare l’espansione delle reti di influenza che minano la democrazia occidentale.





