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Il Presidente USA, Donald Trump

Nuovi raid Usa su porti e basi iraniane. Trump: “La tregua è finita, sono pazzi”

Dopo l’attacco a tre navi nello Stretto di Hormuz, Washington colpisce e ripristina le sanzioni. Teheran risponde contro obiettivi Usa in Kuwait e Bahrein. Meloni: “Non parteciperemo agli attacchi”
giovedì, 9 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Dal vertice Nato di Ankara, Donald Trump ha annunciato una nuova linea dura contro Teheran: “La tregua è finita. Abbiamo colpito duramente ieri sera, probabilmente colpiremo duro anche questa sera”. Il Presidente americano non ha escluso del tutto la ripresa dei negoziati, ma ha detto di non voler “sprecare tempo” con gli iraniani, “malati” e “bugiardi”. La nuova escalation è iniziata dopo l’attacco a tre navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz. Washington ha risposto con una nuova ondata di raid contro l’Iran e con il ripristino delle sanzioni petrolifere.

Secondo Axios, Trump ha approvato il piano ad Ankara durante una riunione con il capo del Pentagono Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo di Stato maggiore congiunto Dan Caine. Un funzionario americano ha definito gli attacchi “quattro o cinque volte” più estesi di quelli lanciati dieci giorni prima. Secondo le autorità iraniane, i raid hanno colpito tre obiettivi nella provincia del Khuzestan, nel sud-ovest del Paese: Bandar Mahshahr, Bandar Khomeini e Hamidiyeh. Il bilancio è di almeno un morto e due feriti. Colpite anche due aree nella provincia di Bushehr, tra cui una base militare a Dashti e un’altra nella zona di Chaghadak. I media iraniani hanno riferito esplosioni anche attorno allo Stretto, sull’isola di Qeshm, a Sirik e nella città portuale di Bandar Abbas.

Hormuz

Lo Stretto di Hormuz resta il centro della crisi. Trump ha minacciato di reintrodurre un blocco “solo contro l’Iran” e ha evocato anche la possibilità di prendere il controllo dell’isola iraniana di Kharg, snodo strategico per l’export petrolifero. Teheran ha replicato che non accetterà “alcuna interferenza” nella gestione dello Stretto. L’Organizzazione marittima internazionale dell’Onu ha stimato che circa 6.000 marinai siano ancora bloccati nel Golfo, su navi che non possono uscire in sicurezza. I prezzi del petrolio sono tornati a salire: il Wti ha superato i 72 dollari al barile, mentre il Brent si è avvicinato alla stessa soglia.

La risposta di Teheran

Teheran ha accusato Washington di una “grave violazione” del memorandum d’intesa e ha promesso “misure decisive” per difendere i propri interessi. Le Guardie rivoluzionarie hanno rivendicato attacchi con missili e droni contro installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrein e l’abbattimento di un drone MQ-9 sopra Khormuj. Il Kuwait ha dichiarato di avere intercettato due missili balistici e tredici droni, senza vittime né danni. In Bahrein sono risuonate le sirene antiaeree.

L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha definito “inaccettabili” gli attacchi iraniani contro Bahrein e Kuwait. Proseguono intanto le esequie di Ali Khamenei. La salma dell’ex Guida Suprema è arrivata in Iraq per le processioni nelle città sante sciite di Najaf e Karbala, prima della sepoltura a Mashhad. A Najaf, dove il governo iracheno ha proclamato una giornata festiva, il feretro è stato portato fino al santuario dell’Imam Ali alla presenza di centinaia di migliaia di fedeli. Per Teheran, anche il funerale è una dimostrazione di unità politica e religiosa nel pieno dello scontro con Washington.

Nato e Ue divise, Italia non partecipa

Ad Ankara, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha definito “assolutamente necessaria” la risposta americana, sostenendo che l’Iran ha violato la tregua. Secondo Rutte, gli alleati devono ribadire che Teheran “non deve mai” dotarsi dell’arma nucleare e che la libertà di navigazione a Hormuz deve essere garantita. Più prudente la Commissione europea, che ha insistito sulla via diplomatica: “Solo la diplomazia può portare a una soluzione duratura”, ha detto un portavoce. L’Italia conferma la linea di non coinvolgimento diretto. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine del summit Nato, ha detto che Roma ha avuto “una linea molto chiara dall’inizio del conflitto” e che la manterrà: “Abbiamo rispettato i nostri impegni, ma non avremmo partecipato agli attacchi all’Iran, non stiamo partecipando e non parteciperemo”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha assicurato che il personale italiano non risulta coinvolto negli eventi in corso e che la priorità resta la sicurezza dei militari e dei connazionali nei teatri operativi.

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