Nigel Farage ha annunciato martedì le sue dimissioni dal seggio di Clacton, provocando un’elezione suppletiva nella circoscrizione che intende nuovamente conquistare. La decisione arriva in un momento di forte pressione politica, dopo le rivelazioni del Sunday Times secondo cui Farage non avrebbe dichiarato correttamente il sostegno ricevuto dal suo alleato di lunga data George Cottrell, che avrebbe finanziato personale per la sicurezza e per la gestione dei social media.
Farage è inoltre ancora sotto inchiesta da parte del commissario parlamentare per gli standard etici per non aver registrato una donazione da 5 milioni di sterline ricevuta dall’investitore in criptovalute Christopher Harbourne, residente in Thailandia, prima della sua elezione. In una dichiarazione pubblica, Farage ha respinto ogni accusa: “Non ho fatto nulla di male. L’articolo del Sunday Times è completamente inaccurato”. Ha definito l’indagine “uno strumento politico” e ha affermato di voler rimettere il giudizio “nelle mani degli abitanti di Clacton”. “Mi candiderò a queste elezioni suppletive. Lotterò per vincere. Lotterò per continuare la rivoluzione politica iniziata da Reform”, ha dichiarato.
La reazione dei partiti è stata immediata e sorprendentemente unitaria: Laburisti, Conservatori, Liberal Democratici e Restore Britain hanno annunciato che non presenteranno candidati. Il Labour e Restore Britain hanno definito la mossa un “circo”, i Conservatori una “finta elezione suppletiva”, mentre i LibDem l’hanno liquidata come “il progetto di vanità di Farage”. Da Reform UK, il portavoce Robert Jenrick ha risposto duramente alla BBC: “Se gli altri partiti sono troppo codardi per candidarsi, questo dice più di loro che di noi”. La suppletiva di Clacton si preannuncia dunque come un test politico personale per Farage, che punta a trasformare una crisi reputazionale in un momento di mobilitazione.





