Ryanair e la direzione dell’aeroporto di Berlino hanno lanciato un allarme che rischia di segnare l’intera stagione estiva: il nuovo sistema digitale di controllo alle frontiere dell’UE, l’Entry/Exit System (EES), sta provocando code interminabili e disagi in numerosi scali europei. La compagnia irlandese avverte che le famiglie potrebbero trovarsi intrappolate in “caos nelle code”, mentre la direttrice dell’aeroporto di Berlino, Aletta von Massenbach, parla di attese fino a due ore per i viaggiatori extracomunitari. Il sistema, operativo da aprile, richiede ai cittadini di Paesi terzi di registrare impronte digitali e fotografie all’ingresso nella maggior parte degli Stati membri.
I dati vengono poi verificati all’uscita, con l’obiettivo di modernizzare i controlli e aumentare la sicurezza. Ma la complessità tecnica e la mancanza di personale stanno generando ritardi significativi. Ryanair segnala problemi gravi in aeroporti come Tenerife Sud, Palma, Alicante, Malaga, Milano Bergamo, Cracovia e Parigi Beauvais. L’associazione europea degli aeroporti, ACI Europe, ha scritto alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, denunciando tempi di attesa fino a cinque ore nei momenti di punta e avvertendo che le compagnie aeree rischiano di trovarsi con aerei semivuoti mentre i passeggeri restano bloccati ai controlli.
Il problema non riguarda solo gli aeroporti. A Dover, dove si svolgono i controlli francesi, 84 chioschi per la registrazione biometrica non sono ancora operativi per problemi tecnologici. Airlines UK e Airlines for America denunciano un’implementazione incoerente del sistema e chiedono misure di emergenza. Jet2 definisce “sconcertante” la volontà di proseguire con una politica che non funziona in modo efficace. La Commissione europea sostiene che l’impatto è “limitato” nella maggior parte degli aeroporti e attribuisce i problemi alla mancanza di agenti di frontiera e infrastrutture adeguate nei Paesi membri.





