Una cena in un ristorante di Roma, poi la corsa in ospedale e la paura per una reazione allergica che avrebbe potuto avere conseguenze gravi. Aldo Montano, oro olimpico nella sciabola ad Atene 2004, ha raccontato su Instagram di essere stato ricoverato all’ospedale Santo Spirito dopo un episodio legato alla sua allergia alla caseina. “Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo”, ha scritto l’ex schermidore.
Montano ha spiegato di essere allergico alla caseina e ha precisato che non si tratta di “un capriccio”, né di “una moda alimentare” o di “un’intolleranza”, ma di “un’allergia potenzialmente mortale”.
Secondo quanto riferito dallo stesso campione, l’episodio è avvenuto durante una cena nella Capitale, dopo aver comunicato al personale del locale la propria allergia. “Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari”, ha denunciato.
Responsabilità
Montano ha quindi richiamato la responsabilità di chi lavora nella ristorazione. “Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto”, ha scritto ancora. Per l’ex atleta, ogni leggerezza o mancato rispetto dei protocolli può mettere a rischio una vita umana. Il punto, ha sottolineato, riguarda la percezione stessa delle allergie alimentari. Non esistono, ha osservato, “piccole distrazioni” quando il rischio può essere uno shock anafilattico. Da qui l’appello a trattare questi casi come possibili emergenze sanitarie e non come dettagli secondari.
“Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro”, ha concluso Montano. Poi il monito finale: “Tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore”.





