È stata trasmessa alle Camere la Terza relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano Mattei per l’Africa, aggiornata al 30 giugno 2026 e approvata dalla Cabina di regia durante la sesta riunione del 26 giugno a Palazzo Chigi. Il documento, previsto dalla legge istitutiva del Piano, illustra i risultati raggiunti e gli sviluppi della strategia italiana nel continente africano.
Nella relazione Giorgia Meloni definisce il Piano Mattei “una strategia pienamente operativa” che ha assunto una dimensione europea e internazionale. Il Premier sottolinea l’avvio di oltre 70 progetti realizzati insieme ai partner africani grazie a un sistema capace di mobilitare risorse pubbliche e private. Meloni ribadisce inoltre l’impegno dell’Italia nel rafforzare una cooperazione fondata sul rispetto reciproco, sulla fiducia e sullo sviluppo condiviso.
La relazione evidenzia l’espansione del Piano, che oggi coinvolge 18 Paesi partner, rispetto ai nove iniziali del gennaio 2024. L’ampliamento del marzo 2026 ha incluso Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia. La dotazione finanziaria iniziale ammonta a 5,5 miliardi di euro, mentre i progetti attivi hanno raggiunto quota 76.
Interventi finanziati
Tra gli interventi finanziari figurano circa 1,2 miliardi di euro deliberati dal Comitato tecnico del Fondo italiano per il clima per 15 iniziative in Africa, dei quali 936,7 milioni approvati nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026. A questi si aggiungono 4 miliardi di euro di garanzie concesse da Sace a sostegno degli investimenti nei Paesi interessati e 269 milioni di euro di crediti bilaterali destinati alla conversione in progetti di sviluppo nell’arco di dieci anni.
Il documento ripercorre anche le sei direttrici del Piano: acqua, agricoltura, energia, infrastrutture fisiche e digitali, istruzione, formazione e cultura, salute. Nel corso dell’ultimo anno hanno assunto maggiore rilievo anche il digitale e l’intelligenza artificiale. Tra gli elementi indicati nella relazione figurano il raccordo con il programma europeo Global Gateway e la collaborazione con istituzioni internazionali quali Banca Mondiale, Banca Africana di Sviluppo, Commissione europea, UNDP, IFC, IFAD, FAO e African Finance Corporation. Il testo richiama infine il contributo del cosiddetto “Sistema Italia”, attraverso il coinvolgimento di ministeri, Cdp, SACE, SIMEST, Regioni, enti locali, università, terzo settore e diaspora africana presente nel Paese.





