Nel giorno della nascita di Oriana Fallaci, Giorgia Meloni richiama il tema dell’Occidente e della sua identità, uno dei fili centrali dell’opera della scrittrice e giornalista. La premier, in un messaggio pubblicato su X, lega il ricordo di Fallaci alla necessità di difendere una civiltà fondata su libertà, dignità della persona, democrazia e diritto. “Nel giorno della nascita di Oriana Fallaci viene naturale tornare a uno dei temi che ha attraversato gran parte della sua attività, come scrittrice e giornalista, e che oggi appare più attuale che mai: il destino dell’Occidente e della sua identità”, scrive Meloni.
Per il Presidente del Consiglio l’Occidente non può essere ridotto a una dimensione geografica o a un sistema di alleanze. È, piuttosto, “una civiltà costruita nei secoli attorno alla libertà, alla dignità della persona, alla democrazia e al diritto”. Un’eredità, aggiunge, che appartiene a popoli diversi, ma uniti da valori comuni.
Tensioni internazionali
Il messaggio arriva in una fase segnata da tensioni internazionali, guerre e mutamenti negli equilibri globali. Meloni insiste proprio su questo punto: le democrazie possono dividersi, confrontarsi, avere interessi differenti, ma devono riconoscersi in un patrimonio condiviso. “Possiamo avere idee e interessi differenti, possiamo discutere e confrontarci, è la forza delle democrazie”, afferma. Poi il richiamo alla responsabilità politica e culturale: “Ma c’è qualcosa che viene prima di ogni distinguo: la consapevolezza di appartenere ad una stessa civiltà e la responsabilità di custodirla”.
Il ricordo di Fallaci diventa così anche un appello all’unità dell’Occidente davanti alle sfide del presente. “Viviamo un tempo segnato da guerre, instabilità e profondi cambiamenti”, osserva Meloni. Secondo il Primo Ministro queste sfide non impongono uniformità, ma chiedono di non smarrire il legame con i principi fondativi.
Restare fedeli
“Le grandi sfide del nostro tempo non ci chiedono di essere tutti uguali. Ci chiedono di restare uniti e fedeli a ciò che siamo”, conclude Meloni. “Perché gli scenari mutano, i governi si alternano, il mondo evolve, ma ciò che non può cambiare è la fedeltà ai principi che hanno fatto dell’Occidente la più grande esperienza di libertà della storia”.





