L’approvazione alla Camera del decreto-legge sul Piano Casa e le prime indicazioni arrivate dal Commissario straordinario Felice Squitieri aprono, secondo Confedilizia, una fase più concreta sul fronte dell’emergenza abitativa.
Il presidente Giorgio Spaziani Testa, in una nota, richiama in particolare l’urgenza di intervenire sul patrimonio pubblico inutilizzato, a partire dalle circa 60 mila case popolari oggi vuote e non assegnabili per carenze manutentive. Per Confedilizia si tratta di un nodo da sciogliere rapidamente. Spaziani Testa sottolinea infatti l’importanza dell’accento posto da Squitieri, nella sua prima intervista rilasciata a La Verità, sulla ristrutturazione di questi alloggi, indicata dal commissario come “primo traguardo cronologico”. Una priorità che, osserva il presidente dell’associazione, riguarda una situazione “intollerabile” denunciata da anni e alla quale «deve al più presto essere posto rimedio».
Il Piano Casa, secondo quanto confermato dal commissario governativo, potrà contare complessivamente su 4,8 miliardi di euro. A queste risorse si aggiungeranno ulteriori fondi relativi alla «coesione sociale». Per Spaziani Testa si tratta di stanziamenti «non trascurabili» che, se indirizzati in modo corretto, possono contribuire a dare risposte alle esigenze abitative cui il Piano è rivolto.
Locazione privata
Confedilizia guarda però anche al ruolo della locazione privata. Secondo l’associazione, il recupero degli alloggi popolari vuoti deve essere accompagnato da misure capaci di incentivare l’offerta sul mercato degli affitti. La strada indicata passa da sgravi fiscali per i proprietari e da contributi adeguati per gli inquilini. Solo un intervento su più livelli, conclude Spaziani Testa, potrà ampliare in modo significativo la disponibilità di abitazioni e offrire risposte “efficaci e durature” al problema dell’accesso alla casa.





