TikTok e YouTube hanno disattivato complessivamente circa 4,7 milioni di account appartenenti a utenti sotto i 16 anni in Indonesia, nell’ambito della nuova regolamentazione varata dal governo per limitare l’accesso dei minori ai social media.
Lo ha annunciato giovedì la ministra delle Comunicazioni e del Digitale, Meutya Hafid, sottolineando che la misura segna l’inizio di una “nuova fase di responsabilità” per le piattaforme online. Secondo Hafid, TikTok — di proprietà della cinese ByteDance — ha chiuso 4,1 milioni di profili, mentre YouTube, controllata da Alphabet, ne ha disattivati circa 600 mila. “Non vogliamo solo ritardare l’accesso dei bambini, ma cambiare il comportamento delle piattaforme”, ha dichiarato la ministra, invitando altre società come X, Instagram e Roblox ad adeguarsi. La normativa, introdotta a marzo, impone alle aziende digitali considerate “ad alto rischio” di bloccare gli account dei minori di 16 anni.
L’obiettivo, spiega il governo, è ridurre i rischi di cyberbullismo e dipendenza da contenuti online, in linea con le preoccupazioni globali per la salute mentale dei giovani. La stretta indonesiana segue l’esempio dell’Australia, che nel 2025 ha vietato l’uso dei social ai minori dopo un’ondata di studi sull’impatto psicologico delle piattaforme. In Indonesia, il ministero sta ora verificando i report di autovalutazione delle aziende per assicurarsi che le misure siano effettivamente applicate.
Né TikTok né YouTube hanno commentato la decisione, ma gli esperti ritengono che la mossa possa influenzare le politiche di altri governi asiatici. Con oltre 200 milioni di utenti internet, l’Indonesia è uno dei mercati digitali più vasti e giovani del mondo. La chiusura di milioni di account rappresenta un segnale forte: il Paese vuole ridefinire il rapporto tra tecnologia e infanzia, spingendo le piattaforme globali a un maggiore senso di responsabilità.





