È stato consegnato al Quirinale il ritratto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, realizzato dal collettivo artistico italiano Ma Mà Dots e donato dalla Marina Militare in occasione della Giornata della Marina Militare 2026 e del 150° anniversario del Corpo di Commissariato Militare Marittimo. Una occasione per una riflessione più ampia sul rapporto tra arte contemporanea, istituzioni e trasformazioni tecnologiche

L’ingresso di un’opera contemporanea al Quirinale conferma il ruolo dell’arte come linguaggio della rappresentanza pubblica e come strumento attraverso cui la Repubblica continua a leggere e interpretare se stessa. Il ritratto del Capo dello Stato, in questo caso, non si limita alla dimensione celebrativa, ma assume una valenza simbolica più ampia. La costruzione dell’immagine attraverso una molteplicità di elementi visivi richiama, infatti, il principio di coesione tra pluralità diverse, che caratterizza l’architettura istituzionale della Repubblica.
Un linguaggio tra tradizione pittorica e immaginario digitale
Il collettivo Ma Mà Dots definisce la propria ricerca Pop Pointillism Beyond AI, un linguaggio che unisce riferimenti al puntinismo, alla cultura pop e all’estetica digitale contemporanea. Le opere evocano la struttura del pixel e la logica dell’immagine algoritmica, ma sono interamente realizzate a mano con tecnica a olio su tela. Ne deriva un paradosso solo apparente: ciò che richiama il digitale nasce da un processo profondamente analogico, fondato su tempo, manualità e gesto individuale. In questo scarto si colloca uno dei nodi centrali del lavoro, ossia la riappropriazione umana dell’immagine nell’epoca della sua progressiva automatizzazione.
Il valore simbolico del ritratto del Presidente
Nel ritratto di Sergio Mattarella la costruzione per punti diventa anche una metafora istituzionale. Ogni elemento mantiene autonomia visiva, ma concorre alla formazione di un’immagine unitaria e riconoscibile. Questa dinamica può essere letta come una rappresentazione visiva di un principio costitutivo della Repubblica, la capacità di tenere insieme differenze, identità e contributi plurali all’interno di una cornice comune. La stessa reazione del Presidente, che ha commentato con le parole “grazie per il bel quadro, bello non per il soggetto ma per la fattura così originale”, restituisce il senso di un dialogo tra istituzioni e linguaggi artistici contemporanei.
Tecnologia, intelligenza artificiale e centralità della persona
Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale e sul suo impatto nei processi creativi rappresenta uno dei temi centrali dell’attuale fase storica. In questo scenario, la ricerca di Ma Mà Dots non si pone in opposizione alla tecnologia, ma come riflessione sulla necessità di mantenere centrale la responsabilità umana nei processi di produzione delle immagini e, più in generale, della cultura visiva. L’AI viene così letta non come alternativa all’arte, ma come elemento che richiede una rinnovata consapevolezza etica e culturale.
Un segnale dal Quirinale sul ruolo dell’arte oggi
L’episodio della consegna al Quirinale evidenzia come l’arte contemporanea continui a svolgere una funzione di interpretazione del presente anche al di fuori dei tradizionali circuiti espositivi. In un’epoca caratterizzata dalla produzione automatizzata e istantanea delle immagini, il ritorno alla dimensione del gesto manuale assume un valore che riguarda non solo la cultura, ma anche la qualità del rapporto tra società e rappresentazione del reale.
Prospettiva finale
Il ritratto di Sergio Mattarella presentato al Quirinale non è soltanto un’opera inserita in un contesto istituzionale, ma diventa occasione per interrogarsi sul rapporto tra innovazione tecnologica, linguaggi artistici e responsabilità culturale. Una riflessione che non riguarda esclusivamente il mondo dell’arte, ma più in generale la capacità della società contemporanea di governare il cambiamento tecnologico senza rinunciare alla centralità della persona. In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale accelera la produzione e la circolazione delle immagini, la domanda che emerge è se e come sarà possibile preservare uno spazio per la responsabilità creativa umana, intesa non come resistenza al progresso, ma come suo orientamento culturale.





