È la città italiana che più teme il terrorismo, quella che avverte con maggiore intensità le tensioni sociali e che, nei momenti di crisi, ripone la massima fiducia nelle Forze dell’Ordine e nella Protezione Civile. È il ritratto di Roma che emerge dalla ricerca “Instabilità globale. Europa sotto esame”, realizzata da Changes Unipol in collaborazione con Ipsos, che fotografa il rapporto tra i cittadini della Capitale e le grandi sfide di un mondo segnato da guerre, instabilità geopolitica e incertezze economiche.
L’indagine evidenzia innanzitutto una crescente percezione di insicurezza man mano che lo sguardo si allarga dal contesto locale a quello internazionale. Se il livello di insicurezza percepita si attesta al 40% quando si parla dell’Italia, sale al 50% in riferimento all’Europa e raggiunge l’83% quando si considera il quadro mondiale, dato che rappresenta il valore più elevato tra tutte le aree metropolitane italiane.
A distinguere Roma è soprattutto il timore per la sicurezza. Il 35% dei cittadini teme un aumento degli attentati terroristici, cinque punti in più rispetto alla media nazionale del 30%, collocando la Capitale al primo posto in Italia per questa preoccupazione. Allo stesso modo, il 31% teme una crescita delle tensioni sociali, sei punti sopra il dato medio nazionale.
Emergenze
Un risultato che riflette la natura stessa della città, sede delle principali istituzioni della Repubblica, di ambasciate, organizzazioni internazionali e grandi eventi, e quindi più esposta di altre realtà urbane alla percezione dei rischi globali. Di fronte a questo scenario, i romani mostrano una fiducia particolarmente elevata verso gli organismi impegnati direttamente nella gestione delle emergenze. In caso di grave crisi, il 71% si affiderebbe infatti alle Forze dell’Ordine e alla Protezione Civile, sette punti sopra la media italiana e valore più alto tra tutte le grandi città del Paese. Molto più contenuta la fiducia nelle istituzioni considerate più lontane: Stato italiano e NATO raccolgono entrambi il 44% delle preferenze, mentre l’Unione Europea si ferma al 43%.
Le preoccupazioni dei cittadini non riguardano soltanto la sicurezza. A pesare è anche il costo della vita. Il 73% dei romani indica il caro prezzi come uno dei principali fattori di vulnerabilità economica, una quota superiore alla media nazionale del 71% e seconda soltanto a quella registrata a Torino.
Nonostante ciò, il senso di insicurezza complessivo appare meno accentuato rispetto ad altre grandi città italiane. Il 63% degli abitanti della Capitale dichiara infatti di sentirsi oggi più insicuro rispetto a cinque o dieci anni fa, un dato inferiore alla media nazionale del 69% e distante dai livelli registrati a Firenze (82%) e Bologna (76%).
Europa
Sul fronte europeo emerge una posizione articolata. I romani esprimono una fiducia limitata nell’assetto attuale dell’Unione, ma non mettono in discussione il progetto europeo. Al contrario, il 57% auspica un rafforzamento dei poteri comuni in materia di economia, difesa e politica estera, mentre il 39% chiede una maggiore integrazione europea contro il 27% che preferirebbe restituire maggiori competenze agli Stati nazionali. Tra le priorità individuate per il futuro dell’Europa figurano l’autonomia strategica nei settori dell’energia, delle materie prime e dei farmaci, indicata dal 37% degli intervistati, e il rafforzamento della competitività economica europea, segnalato dal 34%, sei punti sopra la media nazionale.
C’è infine un tema che nella Capitale emerge con più forza che altrove: la giustizia. Il 29% dei romani inserisce tra le prime tre priorità dello Stato il miglioramento dell’efficienza del sistema giudiziario, dalla riduzione dei tempi dei processi alla certezza della pena. Si tratta del dato più alto tra tutte le aree metropolitane italiane e di sette punti superiore alla media nazionale.





