Momenti di altissima tensione a Washington, dove gli agenti dei Servizi Segreti hanno sparato e ucciso un uomo che, secondo una prima ricostruzione, si era avvicinato a un posto di blocco appena fuori dal complesso della Casa Bianca aprendo il fuoco contro di loro.
L’episodio è avvenuto poco prima delle 18:00, ora della costa orientale, e ha provocato un immediato lockdown dell’area stampa e del North Lawn. Il sospetto, identificato da tre fonti come Nasire Best, 21 anni, è stato colpito dagli agenti e successivamente dichiarato morto in ospedale. Durante lo scontro a fuoco, un passante è rimasto gravemente ferito: non è ancora chiaro se sia stato colpito dai primi spari del sospettato o dal successivo fuoco di risposta. Le sue condizioni sono definite “critiche”.
Best era già noto ai Servizi Segreti: nel 2025 aveva tentato due volte di avvicinarsi alla Casa Bianca, sostenendo in un’occasione di essere “Dio” e, in post sui social, di essere “il vero Osama bin Laden”. Un giudice gli aveva imposto di tenersi lontano dal perimetro presidenziale. Nonostante le sue dichiarazioni deliranti, le forze dell’ordine non avevano mai registrato episodi di violenza armata.
Gli spari hanno colto di sorpresa i giornalisti presenti sul prato nord: molti erano già usciti dal complesso dopo l’annuncio del silenzio stampa, ma una ventina di reporter sono stati fatti correre nella sala stampa mentre gli agenti urlavano di mettersi al riparo. Il lockdown è durato circa 40 minuti.
Il presidente Donald Trump, che si trovava nella residenza, è rimasto illeso ed è stato informato immediatamente. In un post su Truth Social ha ringraziato gli agenti per la “pronta risposta”, definendo l’episodio una conferma della necessità di rafforzare ulteriormente la sicurezza del complesso presidenziale. L’FBI ha confermato di essere sul posto per supportare le indagini, mentre la Casa Bianca e le autorità locali non hanno ancora rilasciato commenti ufficiali.





