La USS Gerald R. Ford, la portaerei più avanzata della Marina statunitense, è rientrata in patria dopo una missione definita dal Pentagono “senza precedenti per durata, complessità e impatto strategico”. Il dispiegamento, durato oltre otto mesi, ha attraversato alcune delle fasi più delicate della recente politica estera americana, includendo operazioni nel Golfo Persico durante la guerra in Iran e il controverso intervento che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Secondo fonti militari, la Ford ha svolto un ruolo centrale nel coordinamento delle operazioni aeree contro obiettivi iraniani, garantendo copertura continua alle forze statunitensi e ai partner regionali. La capacità della portaerei di lanciare sortite a ritmo elevato, grazie ai nuovi sistemi elettromagnetici di catapulta e recupero, è stata citata come uno dei fattori chiave del successo operativo. Durante le settimane più intense del conflitto, la nave ha mantenuto una presenza costante nel Golfo, fungendo da piattaforma di comando avanzato.
La missione ha assunto una dimensione ancora più globale quando la Ford è stata ridispiegata nell’Atlantico meridionale per supportare l’operazione che ha portato alla cattura di Maduro, accusato da Washington di narcotraffico e violazioni dei diritti umani. L’azione, condotta da forze speciali, è stata accompagnata da un imponente dispositivo navale che ha garantito sicurezza e logistica. Il Pentagono ha definito l’operazione “un successo chirurgico”, mentre diversi governi latinoamericani hanno espresso preoccupazione per l’escalation militare nella regione. Il rientro della Gerald R. Ford è stato accolto con cerimonie solenni nei porti della East Coast, dove migliaia di familiari hanno salutato l’equipaggio.





