Almeno diciotto taglialegna sono stati uccisi in un nuovo attacco attribuito ai jihadisti di Boko Haram, gruppo responsabile di gravi violenze e violazioni dei diritti umani nel nord-est della Nigeria. L’agguato è avvenuto nelle foreste dello Stato di Borno, una delle aree più colpite dall’insurrezione che da oltre un decennio devasta la regione. Le vittime, secondo fonti locali, erano partite all’alba per raccogliere legna da ardere nei pressi del villaggio di Mafa, quando sono state circondate da uomini armati che hanno aperto il fuoco senza preavviso.
I sopravvissuti hanno raccontato che i miliziani hanno separato il gruppo, uccidendo sul posto la maggior parte degli uomini e inseguendo chi tentava di fuggire nella boscaglia. I corpi sono stati recuperati solo ore dopo, quando i residenti, accompagnati da membri della vigilanza civile, hanno potuto raggiungere la zona in relativa sicurezza. Le autorità temono che il bilancio possa aumentare, dato che alcuni taglialegna risultano ancora dispersi. L’attacco si inserisce in un contesto di crescente insicurezza nelle aree rurali di Borno, dove i civili continuano a essere presi di mira da Boko Haram e dalla sua fazione rivale, lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale.
Le comunità che dipendono dalla raccolta della legna o dal lavoro nei campi sono particolarmente vulnerabili, costrette a muoversi in territori dove l’esercito nigeriano fatica a mantenere il controllo. Le autorità locali hanno condannato l’episodio, definendolo un’ulteriore dimostrazione della brutalità del gruppo jihadista, e hanno promesso un rafforzamento delle operazioni militari nella zona. Ma per molti abitanti, la paura resta quotidiana: uscire dal villaggio per lavorare significa esporsi a un rischio costante.






