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Il BDNF, il “fertilizzante” del cervello. Come esercizio fisico, sonno e alimentazione lo influenzano

L’attività dei nostri neuroni può essere stimolata attraverso attività fisica aerobica, sonno regolare, apprendimento continuo e alimentazione ricca di antiossidanti. Strategie che, secondo lo specialista, aiutano a migliorare memoria, umore e salute neuronale
venerdì, 8 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Il cervello umano dispone di meccanismi interni capaci di sostenere la memoria, l’apprendimento e la salute dei neuroni. Tra questi, uno dei più importanti è il BDNF, descritto come una sorta di “fertilizzante” naturale del cervello dal professor Giovanni Martinotti, medico psichiatra, professore ordinario di Psichiatria presso l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e ricercatore attivo nel campo delle neuroscienze.

Il BDNF, acronimo di Brain-Derived Neurotrophic Factor, ovvero “fattore neurotrofico derivato dal cervello”, è una proteina prodotta dal cervello che svolge un ruolo fondamentale nella sopravvivenza dei neuroni, nella loro crescita e nella formazione di nuove connessioni. Per questo viene spesso definito una sorta di “fertilizzante” naturale del cervello, perché contribuisce alla plasticità cerebrale, alla memoria e ai processi di apprendimento.

L’importanza dell’attività fisica

Secondo Martinotti, uno dei metodi più efficaci per aumentare il BDNF è l’esercizio fisico, in particolare quello aerobico. “Una delle strategie, forse la più importante, è l’esercizio fisico, specialmente un esercizio fisico aerobico”, afferma il professor Giovanni Martinotti.

Il benessere che si prova dopo uno sforzo intenso non dipenderebbe soltanto dalle endorfine. “Quando ci stanchiamo molto, ci sentiamo positivi, propositivi, con una sensazione di benessere. Spesso parla delle le endorfine. In realtà è molto mediato dal BDNF”, precisa il professore.

Sonno regolare e memoria

Un altro elemento fondamentale è il sonno. Dormire bene, infatti, aiuta il cervello a rigenerarsi e a proteggersi dagli effetti dello stress. “Se dormiamo bene, favoriamo la connessione dei nostri neuroni, proteggiamo i neuroni dallo stress perché stiamo liberando BDNF durante il sonno”, osserva Martinotti. I benefici non riguardano soltanto il riposo fisico, ma anche le capacità cognitive e l’umore. “Questo poi provoca un miglioramento della memoria e anche del nostro stato d’animo”.

Imparare cose nuove mantiene giovane il cervello

Tra le strategie suggerite dal professore c’è anche la stimolazione mentale continua. Nuove esperienze, apprendimento e curiosità contribuiscono, infatti, ad attivare le connessioni neuronali. “Apprendendo nuove cose come imparare una lingua, cantare una canzone che non ho mai cantato, guardare dei video interessanti o leggere delle notizie interessanti, sto attivando le nostre connessioni nervose”, spiega. Questo processo favorisce la liberazione del BDNF e sostiene la plasticità cerebrale. “Si libera il BDNF che facilita il meccanismo e quindi rendiamo più giovane il nostro cervello”, sottolinea.

Alimentazione e antiossidanti

Infine, anche la dieta gioca un ruolo centrale. Martinotti consiglia alimenti ricchi di antiossidanti e polifenoli, sostanze che aiutano a proteggere le cellule nervose. “Dobbiamo assumere cibi ricchi di antiossidanti e polifenoli”, afferma, indicando alcuni esempi, come l’olio d’oliva, la frutta rossa, la frutta con guscio, il tè verde”.

Secondo il professore, la combinazione di queste quattro strategie può avere effetti importanti sulla salute cerebrale: “Con questi quattro metodi stimoliamo la produzione di BDNF e miglioriamo la salute del nostro cervello e dei nostri neuroni”.

Cristina Calzecchi Onesti

Cristina Calzecchi Onesti

Giornalista ed esperta di comunicazione aziendale. Dopo esperienze in tutta la comunicazione, dagli uffici stampa alle Relazioni esterne, ai Rapporti istituzionali, per quasi dieci è stata assistente parlamentare, portavoce e spin doctor alla Camera e al Senato. Da sempre si occupa di politica, sociale, diritti civili e ambiente.

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