Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver violato il cessate il fuoco, denunciando un’intensificazione degli attacchi su più fronti. “Solo dall’inizio della giornata si sono registrati circa 100 droni da combattimento, decine di azioni di assalto e attacchi aerei”, ha dichiarato, annunciando una risposta “con sanzioni a lunga gittata” contro obiettivi militari e infrastrutturali russi. Sul fronte umanitario, la situazione resta critica.
Secondo la missione Onu per i diritti umani, dall’inizio di maggio almeno 70 civili sono stati uccisi e oltre 500 feriti, con attacchi diffusi anche in aree urbane densamente popolate. “È particolarmente allarmante l’entità delle vittime e l’estensione del territorio colpito”, ha affermato la responsabile Danielle Bell. Sul piano politico, l’attenzione resta concentrata sulla parata del 9 maggio a Mosca.
l Cremlino ha confermato che l’evento si terrà “come previsto”, con il presidente Vladimir Putin atteso per un discorso e una serie di incontri bilaterali, tra cui quello con il premier slovacco Robert Fico. Rafforzate le misure di sicurezza, mentre le autorità hanno annunciato limitazioni temporanee a Internet mobile e servizi Sms nella capitale.
Attacchi e raid
Kiev rivendica operazioni in profondità nel territorio russo. Tra queste, nuovi attacchi contro una raffineria Lukoil a Perm, già colpita il 30 aprile, e raid fino a 1.500–2.000 chilometri dal confine, in aree come Chelyabinsk ed Ekaterinburg.
Lo Stato maggiore ucraino ha inoltre dichiarato di aver colpito una nave lanciamissili russa della classe Karakurt nel Mar Caspio, al largo del Daghestan. I danni sono in fase di valutazione. Mosca denuncia a sua volta attacchi su larga scala. Secondo il ministero della Difesa russo, nella notte sono stati abbattuti 347 droni sopra diverse regioni.
Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha riferito di 32 velivoli intercettati diretti verso la capitale. Nella regione di Bryansk un raid ucraino ha provocato 13 feriti, tra cui un bambino, con danni a edifici residenziali e decine di veicoli.
A Belgorod, il governatore Vyacheslav Gladkov ha segnalato la morte di una donna dopo un attacco con drone contro un minibus. Mosca ha inoltre lanciato un avvertimento diretto. La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha dichiarato che eventuali tentativi di colpire la parata “non saranno sottovalutati” e potrebbero essere considerati “un attacco terroristico”. In caso di interferenze, Kiev “potrebbe essere sottoposta a un massiccio attacco missilistico di rappresaglia”.
Diplomazia e industria
Proseguono intanto i movimenti diplomatici. Il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov è arrivato a Miami per colloqui con rappresentanti statunitensi. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha sottolineato che “per arrivare alla pace l’Europa dovrà parlare anche con Mosca”, pur riconoscendo che “non si vedono segnali concreti” di disponibilità russa al negoziato.
Nel frattempo, Stoccolma ha confermato progressi nei colloqui con Kiev per la possibile fornitura di caccia Gripen. Sul fronte europeo, trenta eurodeputati di Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi hanno chiesto la creazione di un’Unione della Difesa capace di operare anche in modo autonomo dalla Nato, alla luce dei cambiamenti negli equilibri strategici. Sul piano economico, la guerra continua a produrre effetti diretti.
Il gruppo ArcelorMittal Kryvyi Rih ha annunciato la sospensione delle attività minerarie e siderurgiche per problemi logistici. UniCredit ha avviato la cessione di parte delle proprie attività in Russia, operazione che il Cremlino ha definito “complessa” e ancora da valutare.
Allarme ai confini Nato
La tensione si estende oltre i confini immediati del conflitto. Due droni si sono schiantati in Lettonia, danneggiando un deposito di petrolio a Rezekne, a circa 40 chilometri dal confine russo. In Romania, un velivolo ha violato brevemente lo spazio aereo, costringendo al decollo due caccia F-16. Episodi che confermano il rischio di sconfinamenti in Paesi Nato.Dall’Unione europea arrivano critiche alla gestione russa della tregua.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha denunciato “quasi 8.000 violazioni” durante il cessate il fuoco pasquale, sostenendo che Mosca “non è seria quando parla di pace”. Bruxelles ha ribadito che non modificherà il proprio sostegno a Kiev, mentre sul terreno proseguono attacchi e controffensive su vasta scala.





