Durante la cena di Stato a Erevan, il presidente francese ha sorpreso la platea intonando “La Bohème” insieme ai leader armeni, trasformando un momento conviviale in un gesto simbolico di amicizia tra i due Paesi. Seduto al pianoforte, microfono in mano, Emmanuel Macron ha interpretato il celebre brano di Charles Aznavour, l’artista che più di ogni altro incarna il legame storico tra Francia e Armenia. Accanto a lui, il presidente armeno Vahagn Khatchatourian seguiva il ritmo, mentre il primo ministro Nikol Pashinyan — che di recente ha persino fondato una band — si univa alla batteria, strappando sorrisi e applausi. Il video dell’esibizione, diffuso sui social, ha rapidamente fatto il giro del mondo.
“Musica nello spirito dell’amicizia”, ha commentato la direttrice di Franceinfo, Agnès Vahramian, sottolineando il valore simbolico di un brano che parla di giovinezza, sogni e resilienza. Per Macron non era una prima volta: aveva già cantato “La Bohème” all’Eliseo nel 2023, segno di un legame personale con l’opera di Aznavour. La serata non si è fermata lì. In un secondo momento, Khatchatourian ha preso posto al pianoforte per eseguire “Les Feuilles Mortes”, altro classico della chanson francese, consolidando l’atmosfera di complicità culturale.
L’episodio si inserisce nella visita di Stato del presidente francese in Armenia, Paese che cerca di rafforzare i rapporti con l’Europa in un contesto geopolitico delicato. Con una diaspora di circa 400.000 persone in Francia, la comunità armena rappresenta un ponte umano e culturale che Aznavour, scomparso nel 2018, ha incarnato come nessun altro. L’assolo improvvisato di Macron non è stato solo un omaggio musicale, ma un gesto politico sottile: ricordare che, tra Parigi ed Erevan, l’armonia non è solo una metafora.





