“Il diritto internazionale appare indebolito, mentre il mondo si presenta sempre più frammentato e fragile”. Da questo punto è partita l’analisi di Sergio Mattarella, intervenuto ieri al Quirinale in occasione del 165esimo anniversario dell’Esercito Italiano, alla presenza del Capo di Stato maggiore Carmine Masiello e di una rappresentanza di militari. Il Presidente della Repubblica ha collocato l’attuale fase internazionale dentro un percorso storico più ampio. Dopo la Seconda guerra mondiale, ha ricordato, si affermò un sistema capace di costruire un equilibrio tra le potenze, nel quale le Forze Armate di numerosi Paesi operarono sotto l’egida dell’Onu per contenere i conflitti e favorire la pace. Anche nel periodo della Guerra fredda, pur segnato da tensioni, si mantenne una struttura prevedibile. La fine di quell’assetto, con il crollo dell’Unione Sovietica, lasciò intravedere una fase più stabile, prospettiva che gli sviluppi successivi hanno progressivamente ridimensionato.

Oggi, secondo Mattarella, si registra una moltiplicazione dei conflitti e una trasformazione delle minacce, sempre più ibride e asimmetriche. I modelli tradizionali di deterrenza risultano superati e si impone una capacità di risposta che tenga insieme sicurezza e stabilità istituzionale. In questo contesto, l’Esercito è chiamato a confrontarsi con le scelte strategiche definite da Parlamento e Governo, all’interno di un processo di adattamento che riguarda strumenti, organizzazione e compiti.
Regole condivise
In questo scenario il riferimento alle regole condivise assume un valore centrale. La crisi degli organismi multilaterali e le difficoltà nel far rispettare norme comuni incidono sulla capacità della comunità internazionale di prevenire escalation e gestire le tensioni. Per il Presidente, la tenuta delle istituzioni e il rispetto degli impegni tra Stati rappresentano condizioni necessarie per evitare un ulteriore deterioramento del quadro globale. Nel messaggio inviato al Capo di Stato maggiore, il Presidente ha ribadito il valore della professionalità e della dedizione dei militari, indicandoli come riferimento per la sicurezza della comunità nazionale e per l’attuazione dei principi costituzionali.

L’Italia, ha aggiunto, contribuisce anche allo sviluppo di un sistema di difesa europeo fondato sul rispetto del diritto e delle istituzioni multilaterali, in una fase segnata da tensioni e instabilità. Un passaggio del discorso ha riguardato il rapporto tra tecnologia e attività militare. L’impiego di sistemi avanzati, inclusi quelli basati sull’Intelligenza Artificiale, modifica le modalità operative, ma non sostituisce il ruolo del soldato. Il fattore umano resta centrale nelle decisioni e nella valutazione delle situazioni, elemento che, nelle parole del Presidente, mantiene un peso determinante anche nei conflitti contemporanei.

Mattarella ha richiamato poi l’impegno dell’Esercito nelle missioni internazionali e sul territorio nazionale. Le operazioni all’estero, come quella in Libano nell’ambito della missione Unifil, e le attività interne come ‘Strade sicure’ rappresentano esempi concreti di un’azione orientata dai principi della Costituzione. Libertà, uguaglianza, giustizia e rispetto della persona costituiscono, nelle sue parole, il riferimento che guida l’operato dei militari.
Sport

Sempre ieri il Capo dello Stato ha incontrato le nazionali di tennis vincitrici della Coppa Davis e della Billie Jean King Cup, indicando nei risultati raggiunti un segnale della presenza italiana a livello internazionale. L’occasione anche per ricordare la figura di Alex Zanardi, definendola un esempio capace di lasciare un segno nello sport e nella società.





