La Commissione europea ha dato il via libera alla nona rata del Pnrr italiano, pari a 12,8 miliardi di euro. Un passaggio che porta a circa 166 miliardi le risorse complessivamente erogate all’Italia, vale a dire l’85% della dotazione totale prevista dal Piano. A sottolineare la portata dell’intervento è stato il vicepresidente esecutivo con delega alla Coesione, Raffaele Fitto, che ha evidenziato come riforme e investimenti siano orientati a rendere più efficiente la pubblica amministrazione, più rapida la giustizia e più solido il sistema educativo.
Obiettivo crescita
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza aggiornato raggiunge ora un valore complessivo di 194,4 miliardi di euro e comprende 145 misure nuove o riviste. Secondo il governo, si tratta di una leva significativa per la crescita: “È come una seconda manovra da 21 miliardi”, calcola il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
I nuovi progetti da realizzare
La revisione ha interessato diversi ambiti strategici. Sono stati rimodulati interventi su rigenerazione urbana, superbonus, servizi per l’infanzia, infrastrutture ferroviarie e prevenzione del rischio idrogeologico. Parallelamente, risultano rafforzati gli investimenti in infrastrutture idriche, alloggi per studenti, formazione e politiche attive del lavoro. Il Piano aggiornato conta complessivamente 66 riforme e 150 investimenti.
Risorse per ecologia e digitale
Tra le cifre chiave, il 39% delle risorse è destinato alla transizione ecologica e il 25,6% a quella digitale. Oltre cento misure sono state modificate per adattarsi a fattori esterni come la guerra in Ucraina, la crisi energetica, l’inflazione e le difficoltà nelle catene di approvvigionamento. Nel capitolo RepowerEU trovano spazio cinque nuove riforme e dodici investimenti aggiuntivi, con interventi che spaziano dallo sviluppo delle rinnovabili al miglioramento del riciclo e dell’approvvigionamento di materie critiche.
Attenzione al settore idrico
Le priorità della revisione mostrano una maggiore attenzione al comparto idrico, alla formazione e al lavoro. Confermato l’obiettivo di aumentare di 60mila unità gli alloggi per studenti, mentre vengono ridimensionati i fondi per i piani di rigenerazione urbana e per i piani urbani integrati. Cambia anche la strategia ambientale: al posto della semina, si punta alla piantumazione di alberi già cresciuti, seppure con un numero complessivo ridotto.
Sul fronte delle risorse, circa 12,4 miliardi sono destinati alle imprese, con un ruolo centrale per la Transizione 5.0, che potrà contare su 6,3 miliardi sotto forma di crediti d’imposta. Ulteriori fondi sono indirizzati al settore delle energie rinnovabili. Circa 1,2 miliardi andranno invece alla ricostruzione delle aree colpite dai recenti eventi climatici in Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
Energia e lavoro più fondi
Oltre 5 miliardi sono destinati a reti e infrastrutture, tra cui il potenziamento delle reti energetiche e l’acquisto di nuovi treni a basse emissioni. Infine, le politiche del lavoro ricevono un rafforzamento con un miliardo aggiuntivo rispetto al piano precedente, mentre 618 milioni sono dedicati alle politiche giovanili.





