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Alex Zanardi se n’è andato nella sera del Primo maggio, quasi in silenzio, dopo una vita passata a fare rumore: quello dei motori, delle ruote sull’asfalto, degli applausi, delle ripartenze. Aveva 59 anni. La famiglia ha annunciato la scomparsa con poche parole, chiedendo rispetto per il dolore e la privacy: “Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”. Con lui l’Italia perde un campione che non ha mai accettato di essere definito dalla sfortuna, ma dalla risposta che seppe darle. Con Zanardi se ne va una delle figure più amate dello sport italiano. Ex pilota di Formula 1, campione Cart nel 1997 e nel 1998, campione italiano Superturismo nel 2005, aveva poi costruito una seconda carriera nel paraciclismo: quattro ori paralimpici tra Londra 2012 e Rio 2016, due argenti e dodici titoli mondiali su strada. Nato a Bologna nel 1966 e cresciuto a Castel Maggiore, Zanardi aveva coltivato fin da ragazzo la passione per i motori. Dopo i kart e la Formula 3000, il debutto in Formula 1 arrivò nel 1991 con la Jordan, al Gran Premio di Spagna. Seguirono Minardi, Lotus e Williams, in una carriera segnata da talento, velocità e incidenti. Nel 1993, durante le prove del Gran Premio del Belgio, un guasto alle sospensioni lo fece finire contro le barriere del Raidillon a oltre 240 chilometri orari. Uscì vivo anche da quello schianto. Incidenti e vittorie La data che cambiò tutto fu il 15 settembre 2001. Al Lausitzring, in Germania, durante una gara Cart, la sua vettura perse controllo e fu centrata da quella di Alex Tagliani. L’impatto provocò l’amputazione di entrambe le gambe. Zanardi rischiò di morire dissanguato, ricevette cure d’urgenza in pista, poi fu trasferito in ospedale a Berlino. Dopo il coma farmacologico, gli interventi e la riabilitazione, iniziò un’altra vita sportiva. Non scelse il ritiro. Tornò alle corse, poi passò alla handbike. A Londra 2012 vinse l’oro nella cronometro e nella prova su strada, più l’argento nella staffetta mista. Fu portabandiera azzurro alla cerimonia di chiusura. A Rio 2016 arrivarono altri due ori e un argento. Gli ultimi titoli mondiali risalgono al 2019, a Emmen. Il 19 giugno 2020 un altro incidente segnò la sua storia. Durante una tappa di “Obiettivo tricolore”, lungo la statale 146 di Chianciano, a Pienza, Zanardi si scontrò in handbike con un mezzo pesante. Da allora non tornò più alle gare. Seguirono ricoveri, cure e il rientro a casa, con condizioni rimaste fragili fino alla scomparsa. I ricordi Il cordoglio ha attraversato istituzioni, politica e sport. Sergio Mattarella ha ricordato “uno sportivo di eccelse qualità”, capace di diventare “punto di riferimento di tutto lo sport” e anche oltre, per coraggio, resilienza e capacità di trasmettere entusiasmo. Giorgia Meloni ha parlato di “un grande campione e un uomo straordinario”. Per il Premier Zanardi ha saputo trasformare le prove della vita in “una lezione di coraggio, forza e dignità. Ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai”, ha scritto su X, rivolgendo alla famiglia il cordoglio suo e del Governo. Anche Antonio Tajani ha ricordato l’esempio di chi ha insegnato “cosa significa non arrendersi mai”. Lorenzo Fontana ha parlato di un vuoto carico di commozione. Ignazio La Russa ha definito Zanardi “un grande campione italian”», capace di trasformare le difficoltà in un messaggio di speranza. Elly Schlein ha sottolineato il segno lasciato nello sport e nel Paese. Un sorriso al dolore Andrea Abodi, Ministro dello Sport, ha scelto una frase che riassume il rapporto di Zanardi con la sofferenza: “Ha dato un sorriso al dolore”. Bebe Vio lo ha salutato come tutor sportivo e di vita: “A Tokyo 2020 non c’eri, ma eri un faro per tutti noi”. Anche la Federazione internazionale dell’automobile ha espresso cordoglio per l’ex pilota di Formula 1 e due volte campione Cart, simbolo di coraggio e determinazione.

Kiev boccia la tregua del 9 maggio: “Manipolazione russa”. Mosca avanza nel Donbas, raid su civili

Sybiha: “Nessuna proposta concreta”. Zelensky: “Risultati a maggio”. Drone su minibus a Kherson, 2 morti. Russia a un chilometro da Kostiantynivka, 83 assalti. Romania, sconfinamento di un drone russo
domenica, 3 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Kiev ha respinto l’ipotesi di una tregua limitata al 9 maggio, data simbolica per Mosca, definendola una mossa propagandistica. Secondo il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha si tratta di “un’altra manipolazione, un tentativo di compiacere gli americani e mostrare una falsa costruttività”, e ha precisato che “fino a oggi, la parte ucraina non ha ricevuto alcuna proposta concreta. Queste tregue, ha aggiunto, “non vengono rispettate nemmeno dagli stessi russi” e rappresentano “una trovata pubblicitaria rivolta al pubblico interno”. Sul piano negoziale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato: “Ci aspettiamo risultati significativi dai negoziati di maggio”, annunciando nuovi pacchetti di sanzioni e un rafforzamento della cooperazione internazionale. Parallelamente, Kiev ha segnalato “attività insolite” al confine con la Bielorussia. In questo contesto di negoziati in stallo, secondo il Kyiv Independent, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner non avevano in programma una visita a Kiev, anche per difficoltà logistiche e per lo scetticismo sull’esito dei colloqui. “Hanno promesso molte volte, ma non sono mai venuti”, ha affermato un funzionario ucraino. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato: “La guerra tra Russia e Ucraina è dura, ma credo che riusciremo a risolverla”.

Mosca rafforza controllo interno

Sul piano interno, la Russia ha vietato per sei mesi l’importazione di dispositivi di comunicazione satellitare, inclusi quelli compatibili con sistemi come Starlink, “al fine di tutelare la sicurezza nazionale”. Il contrabbando è ora stato reso perseguibile penalmente. Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha riferito inoltre dell’abbattimento di un drone diretto verso la capitale. Intanto cresce l’attesa per la parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa: secondo indiscrezioni televisive, la diretta dureràcirca 50 minuti, senza mezzi corazzati. Una circostanza che i media indipendenti hanno collegato alle difficoltà militari e logistiche di una guerra ormai al quarto anno.

Raid e vittime civili

Intanto proseguono gli attacchi contro infrastrutture e civili. A Kherson un drone russo ha colpito un minibus causando due morti e sette feriti. Nella regione di Zaporizhzhia una donna di 62 anni è stata uccisa da bombe aeree guidate. È stata colpita anche Kharkiv, dove un attacco con droni ha provocato otto feriti complessivi, tra cui un bambino. A Izmail, sul Danubio, sono state prese di mira le infrastrutture portuali, mentre attacchi ripetuti hanno colpito edifici civili, scuole e strutture sanitarie. Secondo un’analisi dell’Afp, ad aprile la Russia ha lanciato un numero record di 6.583 droni a lungo raggio contro l’Ucraina.

Avanzata russa nel Donbas

Sul fronte orientale, il comandante delle forze armate ucraine Oleksandr Syrskyi ha confermato l’avvicinamento delle truppe russe a Kostiantynivka, uno dei capisaldi della “cintura delle fortezze” del Donbas. “Stiamo respingendo i persistenti tentativi degli occupanti russi di ottenere un punto d’appoggio nella periferia”, ha dichiarato, segnalando un aumento significativo delle operazioni offensive ad aprile. Le forze russe si trovavano a circa un chilometro dalla periferia sud della città e hanno lanciato almeno 83 assalti in pochi giorni, soprattutto con piccoli gruppi di fanteria. Mosca ha rivendicato la conquista di Myropillia, nella regione di Sumy, ma la rivendicazione non è risultata confermata dalle mappe indipendenti.

Tensioni Nato e scenario globale

Un drone russo ha violato per breve tempo lo spazio aereo della Romania, costringendo al decollo due caccia F-16. Parallelamente, la Finlandia ha avviato esercitazioni Nato con Estonia e Lituania a circa 70 chilometri dal confine russo, coinvolgendo oltre 3.000 militari, 500 veicoli e 160 carri armati, con uso esteso di droni. Il premier polacco Donald Tusk ha avvertito: “La minaccia più grave per la comunità transatlantica non sono i nemici esterni, bensì la progressiva disgregazione della nostra alleanza”.

Parallelamente il Financial Times ha riferito che gli Stati Uniti hanno avvertito gli alleati europei di possibili ritardi nelle forniture di armi, a causa dell’impatto della guerra con l’Iran sulle scorte. In Asia, il Giappone ha acquistato petrolio russo dal progetto Sakhalin-2 per far fronte alla crisi legata al blocco dello Stretto di Hormuz, precisando che l’operazione “non è soggetta a sanzioni”. In Perù, infine, è stata aperta un’indagine su una rete che avrebbe reclutato cittadini per combattere in Ucraina con promesse ingannevoli: secondo le autorità, almeno 13 peruviani sarebbero morti nel conflitto.

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