L’Australia si prepara a firmare un accordo multimiliardario con il Giappone per l’acquisto di navi da guerra di ultima generazione, in quella che gli analisti definiscono una delle più significative intese militari tra i due Paesi dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il contratto, che dovrebbe essere ufficializzato nelle prossime settimane, prevede la fornitura di unità navali dotate di sistemi di difesa avanzati e capacità di sorveglianza a lungo raggio, destinate a rafforzare la presenza australiana nel Pacifico e a consolidare la cooperazione strategica con Tokyo. Fonti governative di Canberra parlano di un investimento superiore ai dieci miliardi di dollari australiani, parte di un piano più ampio per modernizzare la flotta e garantire la sicurezza delle rotte marittime in un’area sempre più contesa. L’accordo si inserisce nel quadro delle relazioni bilaterali in crescita tra Australia e Giappone, già partner nell’alleanza AUKUS e nel coordinamento con gli Stati Uniti per la stabilità dell’Indo-Pacifico. Tokyo, dal canto suo, vede nella commessa un riconoscimento della propria industria navale e un passo ulteriore verso un ruolo più attivo nella sicurezza regionale. Le navi, progettate per operare in scenari di alta tensione, saranno costruite con tecnologie condivise e standard interoperabili con le forze alleate. L’intesa, che ha suscitato reazioni contrastanti in Cina e nei Paesi del Sud-Est asiatico, conferma la tendenza alla formazione di nuovi blocchi di cooperazione militare nel Pacifico. Per Canberra, è anche un segnale politico: l’Australia vuole essere protagonista nella difesa della stabilità regionale, in un momento in cui il mare del Sud e le rotte energetiche tornano al centro della competizione globale.


