Nuove tensioni internazionali si concentrano sullo Stretto di Hormuz, crocevia fondamentale per il traffico energetico globale. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un duro avvertimento all’Iran, accusandolo di imporre pedaggi alle petroliere in transito.
“Ci sono notizie secondo cui l’Iran starebbe imponendo pedaggi: è meglio che non lo stiano facendo e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito”, ha scritto Trump sulla piattaforma Truth Social. In un secondo messaggio, il Tycoon ha definito “pessima” la gestione iraniana del petrolio nello stretto, aggiungendo: “Questo non è l’accordo che abbiamo”.
Le dichiarazioni arrivano alla vigilia di un nuovo tentativo diplomatico. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, una delegazione iraniana è giunta a Islamabad per avviare negoziati con gli Stati Uniti su un possibile cessate il fuoco. Il team di Teheran è guidato dal Ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dal Presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, mentre la delegazione americana sarà guidata dal vicepresidente JD Vance.
Fronte iraniano
Nel frattempo segnali di parziale distensione arrivano sul fronte interno iraniano. L’agenzia ufficiale Irna ha annunciato la riapertura, a partire da sabato 11 aprile, di tutte le filiali bancarie nel Paese, dopo la sospensione legata alle recenti tensioni militari.
La misura si inserisce in un più ampio percorso di ritorno alla normalità, che include anche la riapertura dello spazio aereo e la ripresa dei voli civili, in seguito all’annuncio di un cessate il fuoco temporaneo tra Washington e Teheran. Le autorità iraniane hanno comunque invitato i cittadini a verificare eventuali limitazioni ancora in vigore, legate alle condizioni di sicurezza.
Parallelamente, resta alta la tensione sul piano interno. Nella provincia di Semnan, nel nord dell’Iran, sono state arrestate sette persone accusate di spionaggio e sabotaggio. Secondo quanto riferito dai media statali e dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, gli arrestati avrebbero legami con servizi di intelligence stranieri, tra cui quelli israeliani e americani, e sarebbero stati addestrati per colpire obiettivi sensibili e fomentare disordini.





