Oggi Leone XIV ha rivolto un appello alla pace, invitando a far “udire il grido che sgorga dal cuore” e a partecipare alla veglia di preghiera in programma sabato 11 aprile nella Basilica di San Pietro. Il Pontefice ha chiesto ai fedeli di unirsi a un momento comune di preghiera, indicando nella riconciliazione una risposta alla violenza che attraversa diverse aree del mondo. All’invito hanno aderito le Chiese in Italia, che hanno rilanciato il richiamo a implorare dal Cristo risorto il dono della pace. Il Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza episcopale italiana, ha sottolineato il senso dell’iniziativa, richiamando le parole del Papa sulla presenza della morte “nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli”.
Nel suo intervento Zuppi ha indicato anche le cause che alimentano il clima di tensione, dal conflitto armato alle conseguenze economiche e sociali: “L’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra» e «la violenza della guerra che uccide e distrugge”.
Invito esteso
Per questo motivo l’invito è stato esteso a sacerdoti, religiosi, religiose e a tutti i fedeli, chiamati a partecipare alla veglia a Roma oppure a raccogliersi in preghiera nelle realtà locali: “Fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro “no” alla guerra, non abituiamoci all’orrore”, ha detto Zuppi. L’iniziativa si inserisce nel contesto delle celebrazioni pasquali e richiama il significato della ricorrenza, legato al passaggio dalla morte alla vita. In questo quadro, la preghiera viene indicata come uno strumento per sostenere un percorso di pace, in un momento segnato da conflitti e tensioni internazionali.





