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Budapest alza il tiro: un giornalista nel mirino con accuse di spionaggio

venerdì, 27 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Il governo ungherese ha presentato una denuncia penale per presunto spionaggio contro Szabolcs Panyi, uno dei più noti giornalisti investigativi del Paese, aprendo un caso che sta scuotendo il dibattito europeo sulla libertà di stampa. L’esecutivo guidato da Viktor Orbán sostiene che Panyi abbia collaborato con un servizio segreto straniero fornendo il numero di telefono del ministro degli Esteri Péter Szijjártó, permettendo così l’intercettazione di conversazioni sensibili, incluse quelle con il suo omologo russo Sergej Lavrov. Secondo Gergely Gulyás, capo di gabinetto del premier, non si tratterebbe di giornalismo investigativo, ma di “spionaggio vero e proprio”, un’accusa rarissima all’interno dell’Unione Europea. Panyi respinge ogni addebito, definendo le accuse “del tutto infondate” e denunciando una strategia intimidatoria contro chi indaga sui rapporti tra Budapest e Mosca.

Il giornalista, che da oltre un decennio documenta l’influenza dei servizi russi nella politica ungherese, sostiene che il suo lavoro rientri nel cosiddetto “controspionaggio giornalistico”, volto a rivelare interferenze straniere e opacità governative. Ha inoltre affermato che le registrazioni diffuse dai media filogovernativi sarebbero state manipolate per screditarlo. La denuncia arriva in un contesto politico già teso, segnato da crescenti pressioni del governo sui media indipendenti e da un deterioramento dello stato di diritto che Bruxelles monitora da anni. Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere: organizzazioni per la libertà di stampa parlano di un precedente pericoloso, mentre osservatori europei temono un ulteriore passo verso la criminalizzazione del giornalismo investigativo. Intanto, Panyi ha invitato il pubblico a fornire informazioni utili sulle attività sospette dei funzionari ungheresi, promettendo di non lasciarsi intimidire dalle minacce legali.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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