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“Rafforzeremo la fornitura di gas”: Meloni accelera sull’intesa con l’Algeria

Bilaterale tra il Premier e Tebboune: aumento dei flussi, nuove attività energetiche e iniziative su economia e agricoltura
giovedì, 26 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Rafforzare il flusso di gas dall’Algeria all’Italia e consolidare il partenariato energetico tra i due Paesi. È questa, in sintesi, l’indicazione emersa dalle dichiarazioni di Giorgia Meloni al termine dell’incontro con il Presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, che si è svolto ieri ad Algeri (si è trattato del secondo bilaterale in meno di quattro anni tra i due). Il Primo Ministro ha parlato, anche con un certo orgoglio, dei moltissimi ambiti della cooperazione tra i due Paesi tra i quali “c’è sicuramente quello energetico”.

Ambiti, sempre per il Premier, che possono anche rafforzare la collaborazione tra Italia e Algeria attraverso il lavoro congiunto tra Eni e Sonatrach. E difatti Meloni ha spiegato che le attività si estendono a nuovi fronti, tra cui shale gas ed esplorazione offshore, con l’obiettivo di aumentare i flussi di fornitura verso il mercato italiano.

Chiaramente il tema del gas resta centrale nel rapporto tra i due Paesi e si collega al ruolo del gasdotto TransMed, attivo dagli anni Ottanta. “Siamo stati dei pionieri 40 anni fa, l’idea è che lo si possa essere ancora” ha proseguito il Presidente del Consiglio che ha ricordato la funzione del collegamento nel sistema di approvvigionamento energetico italiano.

Energia, economia e agricoltura

Altro tema affrontato nel corso del vertice, quello legato alle energie rinnovabili e delle infrastrutture: “La nostra cooperazione non si esaurisce a questo aspetto”, ha precisato Meloni riferendosi a progetti destinati a rafforzare l’interconnessione tra le due sponde del Mediterraneo e a sostenere la sicurezza energetica. Il confronto ha incluso iniziative legate alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla realizzazione di collegamenti infrastrutturali. Accanto all’energia, l’incontro ha riguardato la cooperazione economica.

Il Premier ha annunciato la volontà di istituire una Camera di commercio Italia-Algeria, definita “uno strumento stabile per liberare il potenziale che è ancora inespresso nelle nostre relazioni”. In questa prospettiva è in preparazione anche un vertice intergovernativo, che dovrebbe riunire i rappresentanti dei due governi per definire ulteriori ambiti di collaborazione. Anche il settore agricolo rappresenta un altro ambito di lavoro comune. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sul progetto per il recupero di terreni nel Sahara destinati alla coltivazione di cereali e legumi. L’iniziativa prevede un ampliamento delle superfici coltivate nei prossimi anni. Parallelamente, è prevista l’attivazione di un centro di formazione professionale in ambito agricolo, intitolato a Enrico Mattei, con l’obiettivo di sviluppare competenze tecniche e sostenere le attività locali.

Medio Oriente

Il bilaterale tra Meloni e Tebboune non poteva non trattare le principali questioni internazionali e su questo tema il Presidente algerino ha parlato dell’assoluta necessità di un cessate il fuoco in Medio Oriente e ha indicato il dialogo come via per affrontare il conflitto. Sulla questione palestinese ha ribadito il riferimento alle risoluzioni delle Nazioni Unite e la prospettiva di uno Stato indipendente.

Nel confronto è emersa anche l’attenzione per la situazione nel Sahel, con particolare riferimento alla sicurezza e alla lotta contro terrorismo e criminalità organizzata. Un passaggio ha riguardato la Libia. Sempre Tebboune ha confermato il sostegno agli sforzi delle Nazioni Unite per superare lo stallo politico e ha richiamato l’importanza della tutela dell’unità del Paese. Ha inoltre ribadito la posizione sul diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi, in linea con il quadro definito dalle Nazioni Unite.

Piano migratorio

Altro argomento messo sul piano, quello relativo al piano migratorio, da sempre tema caro a Meloni che ha indicato proprio nella cooperazione tra Italia e Algeria un riferimento per l’area mediterranea: “La nostra priorità comune rimane quella di contrastare le reti criminali che si arricchiscono con il traffico di esseri umani”, ha spiegato per poi ricordare che i risultati conseguiti negli ultimi anni sono legati anche al lavoro congiunto tra i due Paesi grazie a una collaborazione che si concentra sul contrasto ai flussi irregolari e sulle attività di controllo.

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