La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna) ha incontrato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per discutere delle politiche di sostegno al sistema produttivo e delle criticità che stanno emergendo a causa delle tensioni internazionali, in particolare sul fronte dei costi energetici e delle materie prime.
Confronto positivo
Al colloquio hanno partecipato il vicepresidente Cna Bernardo Sofia e il direttore della divisione sindacale associativa Fabio Bezzi. Al centro dell’incontro, definito cordiale, la nuova Transizione 5.0 e le possibili iniziative per accompagnare le imprese nella doppia transizione, green e digitale, sostenendo investimenti, competitività e sviluppo.
Le proposte degli artigiani
“Ringraziamo il ministro Urso per la disponibilità al confronto”, hanno sottolineato i rappresentanti della Cna, “Abbiamo parlato delle possibili iniziative per accompagnare le imprese nella doppia transizione, green e digitale, con l’obiettivo di sostenere investimenti, competitività e sviluppo”.
Preoccupazioni per le guerre
Nel confronto è emersa anche forte preoccupazione per le conseguenze economiche delle tensioni internazionali. Un monitoraggio della Cna evidenzia infatti un generale aumento dei prezzi energetici e delle materie prime, con l’avvio di tensioni sull’approvvigionamento e un forte incremento dei costi di spedizione e delle coperture assicurative.
Conflitto e prezzi energia
A due settimane dall’inizio del conflitto in Iran, l’energia elettrica guida la classifica dei rincari: in Italia il prezzo all’ingrosso è aumentato del 60%, con una media di 143 euro per megawattora nelle ultime due settimane, a fronte dei 102 euro della Germania, dei 63 della Francia e dei 48 della Spagna.
Elettricità e metalli i rincari
Dopo l’energia elettrica, i maggiori rialzi riguardano il rame, con aumenti che sfiorano il 40%, mentre ferro e profilati di alluminio registrano incrementi del 20%. Nel settore delle costruzioni si segnalano aumenti del 18% per il conglomerato bituminoso e del 10% per il calcestruzzo; nella meccanica alcune plastiche registrano rincari fino al 30%.
Il balzo del legno
Incrementi si registrano anche per il legno, tra il 10 e il 15%, mentre dopo i forti rialzi iniziali i carburanti si sono stabilizzati con un aumento del 15% per il gasolio e inferiore al 10% per la benzina. Più contenuti gli aumenti dell’acciaio: i coils zincati segnano +4%, i laminati a caldo +3%, mentre restano sostanzialmente stabili i laminati a freddo.
Listini variabili
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la disponibilità delle materie prime e la forte variabilità dei listini, che in alcuni casi hanno validità di sole 24 ore. Per alcuni prodotti, come tubazioni e raccordi in PVC, i fornitori accettano gli ordini con riserva di aggiornamento dei prezzi.
Prodotti da forno e costi
Prezzi invece stabili per le farine, anche se il settore dei prodotti da forno resta tra i più sensibili all’andamento dell’energia, che incide per circa il 14% sui costi di produzione. L’aumento delle bollette pesa soprattutto sulle attività ad alta intensità energetica, come il comparto dei lapidei, dove l’energia rappresenta fino al 30-35% dei costi totali per le imprese di trasformazione e circa il 40% per le tinto-lavanderie.
Costantini: materiali, rialzi del 20%
“Non solo carburanti ed energia elettrica”, sottolinea il presidente nazionale della Cna, Dario Costantini, “registriamo aumenti generalizzati del 20% per molti materiali, dal rame all’alluminio, dal bitume alle plastiche. Inoltre molte nostre imprese iniziano ad avvertire difficoltà di approvvigionamento che rallentano la produzione”.





