Il voto sulla nuova sala da ballo della Casa Bianca, fortemente voluta dal presidente Donald Trump, è stato rinviato dopo un’ondata senza precedenti di critiche pubbliche.
La National Capital Planning Commission, l’ente federale incaricato di valutare il progetto, ha deciso di posticipare la decisione al mese prossimo, travolta da decine di migliaia di commenti negativi e da un elenco sterminato di cittadini e organizzazioni iscritti a parlare durante l’udienza. Il progetto, dal costo stimato di 400 milioni di dollari, prevede una sala da ballo capace di ospitare fino a mille persone, costruita al posto dell’East Wing demolito nell’ottobre scorso.
Le critiche, però, non riguardano solo le dimensioni: molti commentatori hanno definito la struttura “pacchiana”, “sproporzionata” e persino “uno sfregio alla storia americana”, accusando l’amministrazione di voler trasformare la Casa Bianca in un’opera di vanità personale. La mole di opposizioni ha superato ogni aspettativa: oltre 32.000 commenti scritti e più di cento interventi programmati, quasi tutti contrari.
Le preoccupazioni spaziano dall’impatto architettonico alla trasparenza del processo decisionale, fino al timore che un intervento così radicale alteri in modo irreversibile l’identità storica del complesso presidenziale.
Nonostante le pressioni, la commissione ha sottolineato di voler esaminare con attenzione ogni osservazione prima di procedere. Il rinvio, spiegano i membri, non è solo una risposta alla protesta pubblica, ma anche la necessità di valutare un progetto che, per costi e ambizioni, supera di gran lunga le modifiche apportate da precedenti amministrazioni. Il dibattito resta aperto e polarizzante.





