Il Segretario della difesa USA, Pete Hegseth, ha dichiarato che gli Stati Uniti “hanno appena iniziato” la guerra in Iran, sostenendo che l’operazione militare è destinata a espandersi nelle prossime settimane. Le sue parole, pronunciate durante un’intervista televisiva, hanno immediatamente alimentato il dibattito politico a Washington, dove la Casa Bianca continua a presentare l’intervento come una risposta mirata e limitata agli attacchi iraniani contro basi e interessi americani nella regione. Hegseth, invece, ha descritto il conflitto come “inevitabilmente più ampio”, affermando che Teheran “non ha ancora mostrato tutto il suo arsenale” e che gli Stati Uniti dovranno prepararsi a una fase più lunga e complessa dello scontro. Le sue dichiarazioni arrivano in un momento in cui la situazione sul terreno si sta rapidamente deteriorando.
Le forze americane hanno intensificato i raid contro infrastrutture militari iraniane e contro gruppi alleati nella regione, mentre Teheran ha risposto con una serie di attacchi missilistici che hanno colpito basi in Iraq e nel Golfo. Fonti militari confermano che il Pentagono ha ridislocato ulteriori assetti navali e aerei nell’area, segnale che la fase iniziale dell’operazione potrebbe evolvere in un impegno più esteso. Nonostante ciò, i portavoce dell’amministrazione insistono sul fatto che l’obiettivo resta “contenere l’aggressione iraniana”, evitando un conflitto regionale su larga scala.
Le parole di Hegseth hanno trovato eco tra alcuni parlamentari repubblicani, mentre diversi esponenti democratici hanno criticato il tono allarmistico, temendo che possa contribuire a spingere l’opinione pubblica verso un sostegno passivo a un’escalation non dichiarata. Intanto, nei principali centri urbani americani sono riprese manifestazioni contro la guerra, con migliaia di persone scese in piazza per chiedere un immediato cessate il fuoco e un ritorno alla diplomazia.




