Solo l’8% delle donne associa la menopausa a un aumento del rischio cardiovascolare, mentre il 92% attribuisce il problema esclusivamente a stile di vita ed ereditarietà.
È quanto emerge da una survey di VediamociChiara condotta su oltre 3.500 donne, che evidenzia una forte distanza tra percezione e realtà sulla salute del cuore nella fase menopausale. La menopausa rappresenta infatti un fattore di rischio cardiovascolare indipendente dall’età in cui si manifesta.
Dopo la cessazione dell’attività ovarica, l’incidenza di malattie cardiovascolari può aumentare da due a sei volte rispetto alla fase pre-menopausale. Il calo degli estrogeni influisce su diversi parametri cardiometabolici, tra cui profilo lipidico, pressione arteriosa, adiposità viscerale e sindrome metabolica.
Secondo gli esperti, il problema è anche culturale: la menopausa è ancora associata soprattutto a sintomi come vampate e cambiamenti dell’umore, mentre il possibile impatto sul cuore rimane poco considerato.
La consapevolezza è limitata anche sul fronte dei sintomi: solo il 22% delle donne conosce le differenze tra manifestazioni cardiovascolari maschili e femminili, che nelle donne possono presentarsi in modo più sfumato e meno riconoscibile.
I segnali
Tra i segnali da non sottovalutare in menopausa figurano affaticamento persistente, mancanza di fiato anche per piccoli sforzi, fastidi toracici atipici, dolori irradiati a schiena o mandibola e vampate molto intense accompagnate da palpitazioni. Riconoscere precocemente questi sintomi può favorire diagnosi e prevenzione.
La survey evidenzia inoltre altri fattori di rischio poco monitorati: il 41% delle donne indica lo stress come elemento rilevante nella propria quotidianità e solo 4 su 10 conoscono il valore corretto della pressione arteriosa (120/80).
Per aumentare l’informazione sul tema, VediamociChiara avvia un tour nazionale dedicato al rischio cardiovascolare in menopausa. Il primo appuntamento si terrà il 7 marzo a Bari, alla Libreria Feltrinelli, con un incontro tra cardiologia e psicologia e la possibilità di effettuare 50 elettrocardiogrammi gratuiti.





