“La guerra torna a insanguinare il mondo”. Sergio Mattarella ha scelto il Quirinale e la cerimonia per la consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per intervenire sui conflitti che si moltiplicano nello scenario internazionale, dal Medioriente all’Ucraina (giusto per citare qualche campo di battaglia). “La guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia”, le parole del Capo dello Stato. Il Presidente ha indicato un passaggio che riguarda tanto la dimensione globale quanto quella quotidiana: “A tutti i livelli si confrontano due modi contrapposti di pensare: quello di preoccuparsi soltanto dei propri interessi, imponendosi sugli altri, e quello di condividere difficoltà e opportunità, per cercare di conseguire successi insieme”. L’invito è a “non rassegnarsi” alla prima logica e a scegliere la cooperazione.

Nel suo intervento Mattarella ha legato il quadro internazionale alla tenuta interna delle comunità. “Viviamo in un tempo in cui abbiamo grande bisogno di fiducia e di speranza”, ha detto per poi richiamare la responsabilità di rafforzare legami e solidarietà. La coesione non è un elemento secondario, ma una risposta alle tensioni esterne, il pensiero del Presidente
No a chiusure e paure
Il Capo dello Stato ha insistito sulla necessità di contrastare paure e chiusure: “È necessario rifuggire, abbattere i muri della paura, dell’indifferenza, della rassegnazione. È necessario vincere la tentazione dell’isolamento”. La comunità, ha aggiunto, non è “un anonimo insieme di individui che si ignorano a vicenda”, ma uno spazio di responsabilità condivisa. Il richiamo alla guerra è diventato così parte di una riflessione più ampia. Di fronte a conflitti che incidono sulla vita dei popoli, il Presidente ha invitato a puntare sulla condivisione delle difficoltà e delle opportunità: “Non dobbiamo rassegnarci, né pensare che siano derive inevitabili”.
Le onorificenze
La cerimonia ha riguardo le onorificenze conferite motu proprio il 31 gennaio scorso a cittadine e cittadini distintisi per atti di eroismo e impegno civile. I riconoscimenti hanno premiato attività nel sociale, l’uso responsabile dei social network, lo sport come strumento di inclusione, l’arte come mezzo di integrazione, l’assistenza ai detenuti, il volontariato, l’imprenditoria etica, la tutela della salute anche oltre i confini nazionali e gesti compiuti oltre i doveri professionali. “Sono storie di umanità, di solidarietà, di condivisione”, ha specificato Mattarella, “sono storie di coraggio civile, di superamento delle difficoltà, della capacità e della forza d’animo di affrontare eventi imprevisti, talvolta sconvolgenti, ed esserne più forti”.

Gesti che “fanno crescere la vita della società e rendono più forti le istituzioni”. Il Presidente Ha ricordato che il Paese è “ricco di solidarietà” e che “centinaia di migliaia di persone donano tempo e impegno”. I premiati, ha sottolineato, “rappresentano anche tanti cittadini che operano ogni giorno lontano dai riflettori, assumendosi responsabilità verso gli altri: L’Italia di queste doti ne ha grande abbondanza”.





