In Italia quasi 6 milioni di persone sono obese, pari all’11,8% della popolazione adulta, mentre 17,3 milioni – un adulto su tre – sono in sovrappeso. È il quadro che emerge dall’analisi di IQVIA diffusa in occasione della Giornata mondiale dell’obesità. Il sovrappeso e l’obesità si associano a patologie che pesano in modo significativo sul sistema sanitario. In testa c’è l’ipertensione, che riguarda il 51,4% dei pazienti obesi. Seguono le malattie cardiovascolari (27,5%) e il diabete di tipo 2 (25,1%). Un burden clinico ed economico rilevante, che conferma come l’eccesso di peso rappresenti uno dei principali fattori di rischio per la salute pubblica
Il quadro è però in rapida evoluzione sul fronte terapeutico. Nell’ultimo anno si è registrata una crescita esponenziale dei trattamenti farmacologici indicati per l’obesità, tra cui le molecole a base di semaglutide e tirzepatide.
Più specialisti coinvolti nella gestione
Secondo i dati IQVIA nel 2025 la spesa per questi farmaci ha raggiunto i 247 milioni di euro, contro i 70 milioni del 2024, con un incremento del +257%. In pratica, il mercato è più che triplicato in dodici mesi. Un dato che segnala una sempre maggiore presa in carico specialistica del paziente obeso e un ricorso crescente alle terapie innovative.
Le analisi dell’Osservatorio Obesità IQVIA 2025-2026 evidenziano inoltre un ampliamento del numero di professionisti coinvolti nella gestione clinica. Non solo endocrinologi e dietologi: anche medici di medicina generale, cardiologi e altri specialisti stanno assumendo un ruolo sempre più diretto nella prescrizione e nel follow-up dei nuovi trattamenti.





