Cresce l’allarme per gli atleti iraniani condannati a morte, dopo l’esecuzione dell’alpinista Ali-Sina Mostafavi, avvenuta il 14 ottobre. Mostafavi, che aveva documentato le sue ascensioni su alcune delle montagne più alte del mondo, era stato arrestato dopo aver partecipato alle proteste antigovernative di gennaio. La sua condanna era stata confermata dalla Corte suprema iraniana.
Le autorità lo accusavano, tra l’altro, di attacchi armati avvenuti a Kerman, contestazioni la cui ricostruzione è stata messa in discussione dalle organizzazioni per i diritti umani. La sua morte riaccende i riflettori sulla repressione che, secondo Human Rights for Sport, sta investendo anche il mondo sportivo.
La lista dei condannati
L’organizzazione, fondata da ex atleti iraniani e basata a Oslo, sostiene che almeno altri sei sportivi rischiano l’esecuzione dopo la conferma delle rispettive sentenze. Tra loro figurano:
- il nuotatore Ali Pishevarzadeh
- il calciatore Ehsan Hosseinpour
- il pugile Mohammad Javad Vafaei Sani, arrestato nel 2020 per la partecipazione alle manifestazioni dell’anno precedente
- il combattente di MMA Benyamin Naghdi
- l’atleta equestre Taraneh Rahimi
- l’alpinista Maryam Siri
Secondo Human Rights for Sport, sei atleti sarebbero già stati giustiziati in procedimenti collegati alle proteste di gennaio o a precedenti accuse politiche. Tra i casi diventati simbolo della repressione c’è anche quello del lottatore Navid Afkari Sangari, messo a morte nel settembre 2020. Per l’organizzazione, colpire personaggi conosciuti dello sport avrebbe anche una funzione intimidatoria nei confronti della popolazione.
La reazione internazionale
Il caso Mostafavi ha inoltre riportato al centro dell’attenzione il ruolo delle istituzioni sportive internazionali. La Fifa ha dichiarato di essere a conoscenza delle preoccupazioni riguardanti gli atleti iraniani, mentre il Comitato olimpico internazionale ha espresso forte preoccupazione, ricordando però di non avere, in quanto organizzazione non governativa, il potere di modificare le leggi o il sistema politico di uno Stato sovrano.





