Il dibattito sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale è esploso questa settimana, tra chi teme un futuro apocalittico e chi guarda ai rischi già presenti. L’ultimo rapporto di Anthropic, la società che sviluppa il modello Claude, mostra che la minaccia non è teorica: l’IA sta già aiutando regimi e gruppi armati a costruire droni suicidi, sorvegliare dissidenti e manipolare virus. Secondo l’indagine, durata otto mesi, Claude è stato sfruttato da operatori legati all’Iran per creare manuali di puntamento contro forze navali statunitensi, con mappe satellitari e identificativi di navi e personale.
In Yemen, un gruppo di ingegneri ha usato il modello per scrivere software di guida missilistica, mentre in Cina un’operazione di intelligence ha impiegato l’IA per rintracciare e infiltrare comunità uigure in Siria, traducendo messaggi e simulando conversazioni in arabo. Un consulente in Mali avrebbe persino progettato, con l’aiuto di Claude, un sistema di sorveglianza di massa capace di monitorare 25 milioni di telefoni, riconoscere voci e generare dossier su qualsiasi numero. E quando il modello ha rifiutato di assistere in esperimenti su virus modificati, i ricercatori hanno semplicemente dirottato le richieste verso un’altra piattaforma, meno protetta.
Il rapporto rivela come i laboratori di frontiera stiano diventando osservatori privilegiati di minacce globali: Anthropic ha scoperto anche droni russi programmati per selezionare bersagli umani senza intervento umano. Un paradosso inquietante: le stesse tecnologie che possono salvare vite offrono agli sviluppatori una finestra sulle attività più oscure del pianeta. A Washington, la notizia ha acceso l’allarme politico.
Un gruppo bipartisan alla Camera ha chiesto di sospendere la pausa parlamentare per legiferare sulla sicurezza dell’IA, mentre il senatore Bernie Sanders propone di vietare la superintelligenza. Ma il presidente Donald Trump minimizza i timori di estinzione, sostenendo che il vero pericolo sia perdere la corsa tecnologica con la Cina. La battaglia sull’IA è ormai globale: tra chi vuole fermarla e chi vuole dominarla.





