Il regno di Tooro, nell’ovest dell’Uganda, ha salutato sabato il suo sovrano, Oyo Nyimba Kabamba Iguru Rukidi IV, morto a 34 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Migliaia di persone hanno accompagnato il feretro fino alle tombe reali di Fort Portal, dove si è svolta una cerimonia privata. Ma il dolore per la perdita del “re‑bambino” che aveva regnato sin dai tre anni si è presto intrecciato con una disputa sulla successione. Secondo gli anziani del clan Babiito, il nuovo monarca sarebbe Prince Edward Rukidi Kijanangoma, 56 anni, cugino del defunto sovrano. Durante il rito funebre, Kijanangoma ha gettato nove chicchi di caffè nella tomba di Oyo, gesto che nella tradizione segna la fine di un regno e l’inizio di un altro. Ma la famiglia reale ha respinto la nomina, sostenendo che Oyo avesse lasciato un testamento nel 2022 in cui designava il proprio figlio, ancora minorenne e mai identificato pubblicamente, come erede. La tensione è salita quando la regina madre Best Kemigisa ha denunciato il ritiro delle guardie reali e la presenza di soldati intorno al palazzo, parlando di una sorta di “arresto domestico”.
In un clima di dolore e sospetto, l’arcivescovo Stephen Kazimba Mugalu ha invitato alla calma: “Le parole pronunciate nel lutto possono dividere e distruggere l’eredità del re che stiamo piangendo.” Anche il presidente Yoweri Museveni è intervenuto, chiedendo che la questione venga risolta “favorendo l’unità sulla divisione”. Tooro, come gli altri regni tradizionali ugandesi, non ha potere politico ma conserva un ruolo culturale profondo. Aboliti nel 1967 e restaurati negli anni ’90, questi troni simbolici rappresentano la memoria e l’identità di intere comunità.
La morte di Oyo, che secondo il Guinness World Records fu il più giovane monarca regnante al mondo, chiude un capitolo unico nella storia africana: quello di un bambino incoronato re, cresciuto tra modernità e tradizione, e ora al centro di una contesa che mette alla prova la serenità di un popolo.





