Il tanto atteso lancio della missione cinese Chang’e‑7, progettata per cercare tracce di ghiaccio d’acqua nel Polo Sud lunare, non avverrà entro la finestra prevista. Lo ha annunciato l’Ufficio per l’Ingegneria Spaziale con Equipaggio della Cina, spiegando che la sonda “non soddisfa le condizioni di lancio” e che la decisione è stata presa seguendo criteri di “prudenza, affidabilità e successo assoluto”. Il rinvio arriva a poche ore dal momento in cui la missione avrebbe potuto decollare, tra domenica sera e lunedì mattina (ora di Pechino).
Non è chiaro quando la Cina tenterà nuovamente il lancio, né quale problema tecnico abbia imposto lo stop. Chang’e‑7 è considerata una missione cruciale: sarebbe la prima a tentare un’analisi diretta del ghiaccio lunare, risorsa strategica per future basi permanenti. Gli Stati Uniti hanno finora rilevato la presenza di acqua tramite sensori satellitari, ma nessuna missione americana è riuscita a perforare il suolo lunare. Nel 2025, il lander di Intuitive Machines si è ribaltato durante l’atterraggio, fallendo l’obiettivo. Il rinvio cinese potrebbe riequilibrare la competizione.
Nei prossimi mesi, gli USA puntano a raggiungere la stessa regione con diversi veicoli: il lander Griffin di Astrobotic, previsto per fine 2026, e due lander di Blue Origin, uno dei quali potrebbe trasportare il rover VIPER, progettato dalla NASA per cercare ghiaccio e altre risorse.
Il Polo Sud lunare è diventato il fulcro della nuova corsa allo spazio perché si ritiene contenga vastissime riserve di acqua congelata nelle zone permanentemente in ombra. Se confermata, la risorsa potrebbe essere trasformata in ossigeno, acqua potabile e persino propellente per razzi, rendendo possibile una presenza umana stabile e missioni verso Marte.





