Gli Stati Uniti preparano un nuovo giro di vite economico contro l’Iran. Secondo la Cnn, il segretario al Tesoro Scott Bessent terrà domani una conferenza stampa dopo aver promesso misure «mai viste prima» contro Teheran. Donald Trump ha intanto evocato un possibile “D-Day economico”. Washington impone sanzioni all’Iran dal 1979, dopo la crisi dell’ambasciata americana a Teheran. Secondo un rapporto del Congressional Research Service, il sistema sanzionatorio contro la Repubblica islamica resta tra i più vasti e articolati mai applicati dagli Stati Uniti.
Un attacco hacker a Londra
Sul fronte della sicurezza, il Telegraph riferisce che un attacco informatico attribuito a hacker affiliati al regime iraniano avrebbe paralizzato per quattro giorni una centrale elettrica britannica. L’episodio, se confermato, sarebbe il primo caso di questo tipo nel Regno Unito e si sarebbe verificato in concomitanza con una serie di cyberattacchi contro infrastrutture idriche statunitensi.
Egitto e Iran, canale diplomatico
Mentre cresce la pressione, resta aperto il canale diplomatico. I ministri degli Esteri di Egitto e Iran, Badr Abdelatty e Abbas Araghchi, hanno discusso telefonicamente delle iniziative per ridurre le tensioni e favorire il ritorno al dialogo. Al centro anche i negoziati mediati dall’Oman e l’attuazione dell’intesa tra Stati Uniti e Iran per arrivare a un accordo “globale e duraturo”.
Il regime iraniano e l’economia
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che Teheran non cederà alle pressioni esterne. “L’obiettivo del nemico era il collasso dell’Iran, ma questo non è accaduto”, ha detto, assicurando che il governo continuerà a lavorare contro inflazione e difficoltà economiche.
Cisgiordania, Zuppi: attacchi inaccettabili
Le tensioni regionali si intrecciano con la crisi israelo-palestinese. Il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, ha definito “inaccettabile”, quanto avviene in Cisgiordania, chiedendo la tutela della convivenza e dei diritti, in particolare della popolazione araba.
La lettera dei diplomatici pro Palestina
Intanto oltre cento ex diplomatici francesi e britannici hanno lanciato un appello urgente a Parigi e Londra, denunciando che “la Palestina viene cancellata sotto gli occhi del mondo”. Nella lettera, firmata da 52 ex diplomatici francesi e 50 britannici, chiedono maggiori pressioni su Israele, compresi divieti commerciali e sulla vendita di armi, per favorire la prospettiva di uno Stato palestinese.





