Il Kazakhstan torna alle urne domenica per un’elezione parlamentare anticipata destinata a rafforzare il controllo del presidente Kassym‑Jomart Tokayev sul Paese, dopo le modifiche costituzionali che gli consentono di estendere il suo mandato di altri sette anni. Tokayev, successore designato di Nursultan Nazarbayev, ha rotto con il suo predecessore nel 2022, segnando la fine di un’era politica iniziata negli anni ’90. Pur mantenendo relazioni bilanciate con Russia, Cina e Occidente, il leader kazako ha recentemente invitato Vladimir Putin a cercare la pace in Ucraina, rafforzando la sua immagine di mediatore pragmatico.
Il Paese, che fornisce circa il 2% del petrolio mondiale, esporta gran parte della produzione verso l’Europa attraverso il Caspian Pipeline Consortium, che collega i giacimenti kazaki al porto russo di Novorossiysk. Negli ultimi mesi, il traffico è stato più volte interrotto da attacchi di droni ucraini, con ripercussioni sui flussi energetici globali. Nonostante le tensioni, il Kazakhstan ha beneficiato dei nuovi flussi commerciali generati dalla guerra, anche se la crescita economica è stata accompagnata da ondate inflazionistiche e da un aumento delle tasse che ha inciso sul tenore di vita. Le elezioni di domenica segnano anche la fine del partito storico Amanat, dissolto a favore di Adilet, la nuova formazione guidata dai più stretti collaboratori di Tokayev.
Nelle strade di Almaty, la città più grande del Paese, i manifesti di Adilet dominano la scena, mentre i sondaggi indicano un’ampia maggioranza per il nuovo partito e per altre forze minori considerate fedeli al presidente. Secondo l’analista politico Rustam Burnashev, il voto offrirà a Tokayev l’occasione di “rimuovere le figure legate al vecchio regime”, ma non di trasformare radicalmente il sistema politico. “Tutti i candidati sono già noti”, ha spiegato, “e il nuovo parlamento non sarà rivoluzionario”.



