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Raid russo su Kiev, 16 morti. Drone esplosivo vicino alla piattaforma romena: “È guerra ibrida”

Raid russo su Kiev, 16 morti. Drone esplosivo vicino alla piattaforma romena: “È guerra ibrida”

Mosca lancia 168 droni e almeno 46 missili: colpiti un ospedale pediatrico, una scuola, un asilo e trenta edifici. Polonia e Romania attivano le difese Nato. Von der Leyen: “La Russia prende di mira civili e infrastrutture”. Kiev colpisce le raffinerie russe
venerdì, 21 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Sedici morti, decine di feriti, un ospedale pediatrico, una scuola, un asilo e trenta edifici residenziali danneggiati. È il bilancio del massiccio attacco russo che nella notte ha colpito Kiev e la regione della capitale, provocando contemporaneamente l’attivazione delle difese aeree in Polonia e Romania e un nuovo incidente nel Mar Nero, dove un F-16 rumeno ha distrutto un drone navale carico di esplosivo nei pressi della piattaforma di gas offshore Neptun Deep. Secondo l’Aeronautica ucraina, Mosca ha impiegato 168 droni e almeno 46 missili di diverso tipo, oltre a un numero non precisato di vettori balistici. Tra le armi utilizzate figurano missili Onyx, Zircon, Iskander-M e S-400, lanciati dalle regioni russe di Kursk, Rostov e Bryansk, 36 Kh-101, Iskander-K e Kh-59, otto Kalibr partiti dal Mar Nero e due Banderol S8000.

Dei 168 droni Shahed, Gerbera e Parodia impiegati, quasi la metà erano Shahed a reazione. Le difese ucraine hanno dichiarato di aver abbattuto o neutralizzato 31 dei 36 missili Kh-101, Iskander-K e Kh-59, tutti gli otto Kalibr, i due Banderol e 145 droni. Impatti sono stati però registrati in 28 località. A Kiev e nei distretti di Brovary e Boryspil sono stati mobilitati oltre 600 soccorritori e agenti di polizia. “È importante che i partner dell’Ucraina non rimangano in silenzio”, ha scritto Volodymyr Zelensky, chiedendo un sostegno concreto alla difesa aerea del Paese. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accusato Mosca di “prendere di mira civili e infrastrutture civili” e ha assicurato che Bruxelles sta lavorando con Stati membri e partner per rafforzare le capacità antibalistiche ucraine.

Allerta ai confini Nato

L’attacco ha avuto ripercussioni immediate anche oltre i confini ucraini. La Polonia ha fatto decollare i propri caccia e portato in stato di prontezza i sistemi terrestri di difesa aerea e radar nelle regioni confinanti con l’Ucraina. In Romania, durante la notte, un drone è entrato nello spazio aereo nazionale ed è precipitato in una zona disabitata nei pressi di Grindu, nella contea di Tulcea. Due caccia spagnoli impegnati in missioni Nato e un elicottero rumeno erano stati fatti decollare per monitorare alcuni bersagli vicino alla frontiera. Poche ore dopo un F-16 rumeno ha distrutto un drone marino a poche centinaia di metri dal progetto di estrazione di gas Neptun Deep. Il ministro della Difesa Radu Miruta ha affermato che il mezzo era “carico di esplosivo” e non proveniva dall’Ucraina. Le autorità romene lo hanno attribuito alla Russia. Von der Leyen ha definito l’episodio parte di una “crescente campagna di minacce” contro l’Unione europea: “Questa è una guerra ibrida”. La presidente della Commissione ha richiamato il piano Ue che punta a mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la preparazione militare e le iniziative europee sulla difesa dai droni e sulla sorveglianza del fianco orientale.

Kiev colpisce le raffinerie russe

Parallelamente, gli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe stanno creando crescenti difficoltà al mercato interno di Mosca. Il vicepremier Alexander Novak ha confermato che la Russia, nonostante sia tra i maggiori produttori mondiali di greggio, sta ricorrendo all’importazione di carburante dopo i ripetuti raid contro le raffinerie, compreso quello sull’impianto di Ufa, a circa 1.400 chilometri dal confine ucraino.

Anche Vladimir Putin ha riconosciuto che gli attacchi contro impianti industriali, infrastrutture e centri logistici stanno producendo danni all’economia, pur escludendo conseguenze “critiche”. Mosca avrebbe già avviato acquisti di benzina e diesel da Paesi terzi e introdotto deroghe temporanee per consentire la distribuzione di carburanti con standard ambientali inferiori. In alcune aree sono state segnalate file ai distributori e forme di razionamento. Sul terreno, intanto, il ministero della Difesa russo ha rivendicato la conquista di altri due villaggi nella regione di Donetsk, Nikolaipolye e Matyashevo.

Il Cremlino continua a respingere le pressioni occidentali: secondo il portavoce Dmitry Peskov, alcuni Paesi europei, tra cui il Regno Unito, starebbero facendo “tutto il possibile” per impedire che cresca in Occidente la disaffezione verso il sostegno a Kiev e per favorire la prosecuzione della guerra.

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