Dall’inizio dell’anno al 19 agosto sono stati segnalati in Italia 312 casi confermati di infezione da West Nile Virus (WNV) nell’uomo, in aumento rispetto ai 226 indicati nel precedente report. I dati emergono dal bollettino della sorveglianza coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato in coincidenza con il World Mosquito Day.
Tra i casi confermati, 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, compreso un caso importato dalle Maldive. Sono inoltre stati identificati 40 casi asintomatici tra donatori di sangue e 115 casi di febbre, uno dei quali importato dal Burkina Faso.
Nel complesso sono stati notificati 13 decessi, di cui uno relativo a un caso importato.
Meno casi e decessi rispetto allo scorso anno
Il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno mostra una diminuzione sia dei contagi segnalati sia dei decessi. Nel 2025, infatti, alla stessa data erano stati registrati 351 casi e 22 decessi.
La letalità calcolata sulle forme neuro-invasive finora segnalate e confermate è pari al 7,7%, contro il 13,9% del 2025.
Il virus circola in 60 Province e 16 Regioni
Si amplia, tuttavia, il territorio nel quale è stata dimostrata la circolazione del West Nile Virus. Le Province interessate sono salite a 60, distribuite in 16 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Nello stesso periodo dello scorso anno la circolazione del virus era stata riscontrata in 52 Province di 15 Regioni.
Segnalati anche nove casi di Usutu virus
Il bollettino dell’Iss riferisce anche nove casi di Usutu virus nello stesso periodo. Cinque sono stati segnalati in Lombardia, uno in Emilia-Romagna, uno nelle Marche, uno nel Lazio e uno in Piemonte.
Gli esperti: “Necessari sorveglianza e monitoraggio attenti”
Gli esperti di arbovirosi del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss sottolineano che, nonostante il numero dei casi e la letalità siano inferiori rispetto allo scorso anno, il West Nile Virus presenta ormai una circolazione stabile in gran parte del Paese.
A confermarlo, secondo gli specialisti, sono anche i casi individuati tra i donatori di sangue. Un quadro che rende necessario mantenere una sorveglianza e un monitoraggio attenti, insieme a una diagnosi precoce dei casi, anche con l’obiettivo di continuare a garantire la sicurezza delle trasfusioni e dei trapianti.





