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Difesa europea e politiche UE devono essere al centro: Ceuta è un campanello d'allarme: è tempo di una vera difesa europea

Difesa europea e politiche UE devono essere al centro: Ceuta è un campanello d’allarme: è tempo di una vera difesa europea

martedì, 4 Agosto 2026
1 minuto di lettura

“Quanto accaduto a Ceuta nei giorni scorsi non rappresenta una crisi migratoria né un’emergenza limitata alla sola penisola iberica. È un segnale politico che riguarda l’intera Europa. Le immagini di una frontiera esterna dell’Unione messa sotto pressione dimostrano che i confini di uno Stato membro sono i confini di tutti gli europei.

Per questo motivo, la risposta non può essere lasciata esclusivamente alle capacità dei singoli Paesi. Serve un salto di qualità verso una vera difesa comune delle frontiere esterne, con strumenti condivisi, maggior coordinamento operativo e un rafforzamento delle capacità di controllo marittimo e costiero a livello europeo. L’immigrazione irregolare, la sicurezza delle frontiere e la gestione delle crisi ibride non possono essere affrontate in modo frammentato, perché gli attori che mettono sotto pressione l’Europa ragionano su scala continentale.

In un contesto internazionale sempre più instabile, l’Europa non può continuare a dipendere in modo decisivo dagli Stati Uniti per la propria sicurezza strategica. L’alleanza transatlantica resta fondamentale, ma l’autonomia strategica europea non è più una scelta ideologica: è una necessità. La difesa degli interessi europei deve poter contare su capacità proprie, su una pianificazione comune e su una visione condivisa delle minacce che interessano il continente.

Questo richiede un passo avanti sul piano politico. Troppo spesso l’Unione europea è frenata da ventisette approcci differenti alla politica estera e alla sicurezza. In un mondo dominato da grandi blocchi geopolitici, nessun Paese europeo, da solo, possiede il peso necessario per influenzare gli equilibri globali. Solo un’Europa più integrata, capace di parlare con una sola voce nelle relazioni internazionali e nelle scelte di difesa, può sedere da protagonista ai tavoli in cui si decidono le questioni strategiche del XXI secolo.

L’interesse europeo deve prevalere sulle logiche campanilistiche e sulle convenienze nazionali di breve periodo. Le sfide che abbiamo davanti, dall’immigrazione ai conflitti regionali, dalla sicurezza energetica alla competizione tecnologica, non conoscono confini amministrativi. Per affrontarle serve una visione comune, fondata sulla sovranità europea condivisa.

In questa prospettiva, sarebbe auspicabile anche una progressiva ricomposizione del rapporto con il Regno Unito: Londra è una grande democrazia europea, una potenza militare, diplomatica ed economica con cui condividiamo storia, valori e interessi strategici. Se maturassero le condizioni politiche per un ritorno britannico nell’Unione, sarebbe una notizia positiva per l’intero continente”.



Antonio Sabella – Segretario Nazionale Italia Moderata

Antonio Sabella

Antonio Sabella

Segretario Nazionale Italia Moderata

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